La città di New York ha dichiarato lo stato di emergenza per l’epidemia di morbillo, un’azione che segna un primo passo di questo tipo da quando i casi hanno iniziato a crescere nel 2025. La decisione, annunciata dalla governatrice Kathy Hochul, è stata resa necessaria da un aumento significativo dei casi, soprattutto nelle comunità rurali con bassi tassi di vaccinazione. Il virologo Fabrizio Pregliasco ha sottolineato l’importanza di monitorare le coperture vaccinali in Italia, ricordando come il virus possa tornare rapidamente se non viene adeguatamente controllato.
Emergenza sanitaria e misure di contrasto
Secondo i dati forniti dall’ordinanza esecutiva, New York ha registrato 108 casi di morbillo quest’anno, con la maggior parte concentrata nel periodo dal 15 luglio in poi. I casi sono stati principalmente segnalati in 18 contee con bassi tassi di vaccinazione, con 92 casi registrati in questo periodo. La città ha adottato misure urgenti per contrastare la diffusione del virus, tra cui l’ampliamento del numero di professionisti sanitari autorizzati a somministrare i vaccini anti-morbillo, parotite e rosolia. I dipartimenti sanitari locali hanno somministrato più di 1.000 dosi di vaccino nelle aree rurali dal 15 luglio.
Un’epidemia in crescita negli USA
Secondo i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc), il 2026 è l’anno peggiore per il morbillo dal 1991, con quasi 3.900 casi segnalati. Il 95% di questi casi è collegato a focolai, evidenziando un aumento significativo rispetto ai livelli annuali tipici. La Pennsylvania, in particolare, sta affrontando un’epidemia in rapida diffusione, la più grande degli ultimi 30 anni per lo stato, con 5 decessi registrati. Il contagio si sta diffondendo principalmente nelle contee rurali al confine con New York, dove la copertura vaccinale è bassa.
La vaccinazione richiede il consenso del paziente o di un tutore legale, ma la segnalazione deve avvenire entro 72 ore nei registri vaccinali statali o della città di New York, esonerando gli adulti dal consenso. L’emergenza è entrata in vigore lunedì e durerà fino al 4 novembre. La decisione di New York ha suscitato riflessioni anche in Italia, dove il virologo Fabrizio Pregliasco ha sottolineato come il virus non rispetti i confini e possa essere reintrodotto attraverso gli spostamenti internazionali.
La lezione del morbillo e la necessità di vaccinazione
Il morbillo, pur essendo una malattia esantematica dell’infanzia, è una delle infezioni più contagiose che conosciamo. Quando trova sacche di popolazione non adeguatamente immunizzata, può riprendere a circolare con una velocità impressionante. Pregliasco ha ricordato che il virus non è scomparso e che la sua presenza richiede una vigilanza costante. La vaccinazione Mpr, che garantisce una protezione del 93% con una dose e del 97% con due dosi, rappresenta uno strumento preventivo estremamente efficace. La lezione di New York, secondo Pregliasco, è chiara: quando arretra la vaccinazione, il morbillo ritorna. E può ritornare molto rapidamente. L’emergenza in USA serve come un monito per l’Italia, dove è necessario controllare le coperture vaccinali e recuperare chi non ha completato il ciclo Mpr. La salute pubblica richiede una vigilanza costante, anche quando una malattia sembra essere scomparsa dalla nostra esperienza quotidiana.



