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giovedì 8 Ottobre 2026

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Cronaca

Strada Statale 106, “Basta Vittime” chiede una quattro corsie per ridurre decessi

L’Organizzazione “Basta Vittime” presenta osservazioni a ANAS per l’ammodernamento della Statale 106, con dati su 95 morti in dieci anni.

L’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ha presentato ufficialmente ad ANAS S.p.A. le proprie osservazioni e proposte nell’ambito del Dibattito Pubblico relativo all’ammodernamento della Strada Statale 106 Jonica, nel tratto compreso tra Reggio Calabria e Catanzaro. L’obiettivo è migliorare la sicurezza e lo sviluppo della Calabria ionica, con un focus su un’infrastruttura moderna in grado di ridurre il numero di decessi registrati negli ultimi dieci anni. Secondo i dati analizzati, lungo i circa 180 chilometri della Statale 106 tra Catanzaro e Reggio Calabria si sono registrati 95 decessi nel periodo 2016-2025. Una media di 9,5 vittime all’anno, pari a un morto ogni 1,89 chilometri. L’età media delle persone decedute è risultata 47,7 anni, con un’alta percentuale di vittime tra i 15 e i 29 anni. L’Organizzazione sottolinea che, nonostante i flussi di traffico siano relativamente contenuti, il numero di decessi rimane elevato, evidenziando un paradosso: un’infrastruttura con traffico limitato non può essere usata come scusa per ridurre gli investimenti.

sicurezza stradale

La sicurezza rappresenta il fulcro del contributo dell’Organizzazione. L’analisi indica che la metà dei decessi è riconducibile a collisioni frontali o fronto-laterali, incidenti che una nuova infrastruttura con carreggiate separate e barriere centrali potrebbe prevenire in modo significativo. L’O.d.V. propone una strada extraurbana principale di Categoria B, conforme al D.M. 5 novembre 2001, con carreggiate fisicamente separate e spartitraffico centrale continuo.

Una strada a quattro corsie potrebbe ridurre drasticamente il rischio di incidenti e salvare vite umane.

La configurazione attuale della Statale 106, con carreggiata unica e mancanza di separazione tra i sensi di marcia, rappresenta una delle principali criticità. Il 28% del tracciato è soggetto a limiti di velocità di 50 km/h, mentre il 52% presenta limiti di 70 km/h. Solo il 20% dei tratti è stato ammodernato, consentendo limiti di 90 km/h. L’Organizzazione ritiene che una nuova strada a quattro corsie potrebbe ridurre drasticamente il rischio di incidenti e salvare vite umane.

sviluppo economico

La realizzazione della nuova Statale 106 non riguarda solo la sicurezza, ma anche lo sviluppo economico della Calabria ionica. L’Organizzazione sottolinea che la fascia ionica meridionale è in una condizione di progressivo impoverimento demografico, con difficoltà di accesso ai servizi e marginalità rispetto alle principali direttrici nazionali. L’investimento in una infrastruttura moderna potrebbe migliorare l’accessibilità ai presidi ospedalieri, ridurre i tempi di percorrenza e rafforzare i collegamenti tra i territori.

Un collegamento moderno potrebbe integrare la Calabria ionica con la rete nazionale.

Un collegamento moderno e continuo permetterebbe di integrare maggiormente la Calabria ionica meridionale con il resto della rete infrastrutturale nazionale. L’O.d.V. ritiene che l’intervento possa sostenere le filiere agricole, turistiche, commerciali e industriali, contribuendo al rilancio economico della regione. L’Organizzazione ha espresso apprezzamento per il percorso istituzionale avviato dal Governo nazionale e dalla Regione Calabria, che ha portato all’inserimento dell’intervento nel Contratto di Programma ANAS–MIT. La richiesta è chiara: il procedimento deve tradursi in una scelta infrastrutturale concreta, con l’obiettivo di realizzare una nuova Statale 106 a quattro corsie, con spartitraffico centrale continuo, progettata per tutelare la vita delle persone e garantire condizioni di mobilità adeguate alle esigenze presenti e future.

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