Dopo la vacanza con la madre in Italia, due sorelline di 10 e 12 anni non vogliono più tornare negli Stati Uniti con il padre. La Corte di Cassazione ha ribaltato una decisione del Tribunale per i minorenni di Trieste, sottolineando che la volontà delle bambine deve essere ascoltata. I genitori, entrambi italiani, si erano separati nel 2013 e divorziati nel 2024. La madre aveva accolto le figlie in Italia per le vacanze estive, ma le bambine avevano espresso il desiderio di rimanere in Italia. Il padre, però, aveva presentato una denuncia per sottrazione internazionale di minori, dopo che le figlie non erano rientrate negli Stati Uniti a settembre 2025.
La volontà dei minorenni non può essere ignorata
La Cassazione ha chiarito che la decisione del tribunale non poteva ignorare la volontà delle bambine senza prima accertare se fosse autentica e consapevole. I giudici hanno sottolineato che il diritto del minore a essere ascoltato assume un’importanza particolare in contesti internazionali. La chiara, motivata, non generica, opposizione al ritorno manifestata da un minore «non può essere posta nel nulla, per mero sospetto» di una manipolazione da parte del genitore presso il quale si trova, ha ricordato la Corte. Occorre verificare concretamente se siano capaci di comprendere le conseguenze della scelta e se la loro opposizione sia realmente frutto di una volontà autonoma.
La causa è tornata al Tribunale per i minorenni
La Cassazione ha annullato il provvedimento che obbligava le bambine al ritorno negli Stati Uniti e ha rinviato la causa al Tribunale per i minorenni di Trieste, con una diversa composizione. I giudici dovranno ascoltare nuovamente le bambine, verificare se abbiano raggiunto un grado di maturità sufficiente per esprimere una volontà consapevole e accertare se il loro rifiuto di tornare dal padre sia «reale, genuino» e fondato su motivazioni concrete. La madre ha contestato la valutazione del tribunale, sostenendo che il rifiuto delle figlie non fosse stato adeguatamente approfondito.
Il 31 agosto 2025, il padre aveva acconsentito al prolungamento della permanenza delle figlie in Italia fino alla fine dell’estate, ma le bambine non sono rientrate negli Stati Uniti a settembre. Il tribunale aveva disposto il loro rientro immediato, nonostante avessero espresso il desiderio di rimanere in Italia. La Cassazione ha ribaltato questa decisione, sottolineando che la volontà dei minorenni non può essere ignorata senza un approfondimento istruttorio.
La vicenda ha suscitato dibattiti su come si debba valutare la volontà dei figli in contesti di separazione e divorzio. Un rifiuto espresso da un minore sufficientemente maturo non può essere disatteso dal giudice senza un autonomo approfondimento istruttorio. La decisione del tribunale non è stata definitiva, ma ha aperto la strada a un nuovo esame della situazione, con l’obiettivo di rispettare i diritti dei bambini e la loro autonomia. La Cassazione ha ribaltato la decisione del tribunale, sottolineando che la volontà dei minorenni non può essere ignorata senza un approfondimento istruttorio.



