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venerdì 9 Ottobre 2026

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Politica

Campo Largo e primarie Pd: Cacciari vede rischi per il Partito Democratico

Massimo Cacciari analizza le possibilità del Campo Largo e i rischi per il Pd nelle elezioni 2026.

Massimo Cacciari, filosofo e ex sindaco di Venezia, ha espresso la sua opinione sulle prossime elezioni, sottolineando che il Campo Largo potrebbe vincere, ma le primarie rischiano di mettere in pericolo il Partito Democratico. L’82enne ha parlato in un’intervista, sottolineando come le coalizioni siano divise e non abbiano una linea comune, bloccando i loro progressi. Cacciari ha anche messo in guardia sul rischio di non fare niente, sottolineando l’importanza di un programma concreto e unificato. Le primarie potrebbero portare al disastro per il Pd, ha avvertito.

Le sfide del Campo Largo

Secondo Cacciari, il Campo Largo potrebbe vincere le elezioni, soprattutto con l’incognita di Roberto Vannacci. Tuttavia, ha espresso preoccupazioni per il rischio che le primarie possano portare al disastro per il Pd. «Se Elly Schlein dovesse perdere la sfida, il Pd andrebbe incontro allo sfascio», ha detto. Cacciari ha anche sottolineato che, se Conte dovesse vincere le primarie, il problema si porrebbe comunque, poiché il principale partito dell’alleanza potrebbe essere allo sbando. Il Campo Largo dovrebbe partire da un programma coraggioso.

La legge elettorale e il terzo nome

Cacciari ha commentato la nuova legge elettorale, che obbliga a indicare un candidato premier. «Non ci trovo niente di male, è un elemento di chiarezza verso l’elettorato», ha detto. Ha anche parlato del terzo nome, in particolare del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che «è molto bravo e fa bene il sindaco di Roma». Tuttavia, ha sottolineato che Gualtieri dovrebbe fare il premier senza avere nemmeno un parlamentare che risponda direttamente a lui.

Per superare l’imbuto, Cacciari ha sottolineato l’importanza di un programma coraggioso, che unisca tutta la coalizione. «Non duecento pagine di chiacchiere, di pensierini, di buoni propositi. Ma poche cose chiare e che uniscano tutta la coalizione», ha detto. Ha anche parlato di due linee principali: la politica estera, che deve affermare in pieno la tradizione europea, e l’economia, che deve intervenire sul sistema fiscale con tassazione progressiva. Cacciari ha anche parlato dell’astensione alle urne, sottolineando che è un problema per entrambi i lati. «Sono tutti fuori dalla realtà, destra e sinistra, non si pongono il problema. Senza capire che l’astensione massiccia delegittima la democrazia», ha detto. Ha anche sottolineato che, con la nuova legge, il 42 per cento è necessario per ottenere il premio di maggioranza, e che la possibilità che nessuna coalizione raggiunga quel livello è concreta.

Ha inoltre sottolineato come le coalizioni siano divise al loro interno, non hanno una linea comune e questo le blocca. «La longevità del centrodestra è un record, ma non ha portato a casa nemmeno una riforma significativa», ha detto. Cacciari ha anche sottolineato che, se a vincere le primarie fosse Conte, il problema si porrebbe comunque, poiché il principale partito dell’alleanza potrebbe essere allo sbando. Infine, ha espresso preoccupazioni per il rischio di non fare niente, sottolineando l’importanza di un programma concreto e unificato. «Bisognerebbe riconoscere uno straccetto di verità: le coalizioni sono divise al loro interno, non hanno una linea comune, e questo le blocca», ha detto. Le primarie rischiano di mettere in pericolo il Pd.

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