L’inchiesta che vede coinvolti il magistrato Gaetano Armao e l’imprenditore Mario Gaetano Doronzo si estende in Puglia, con l’indagine della Procura di Palermo che ha portato all’indagine del presidente della società Doronzo Infrastrutture srl. L’imprenditore, originario di Barletta, è stato indicato come figura centrale in relazione a presunti accordi corruttivi legati a appalti pubblici milionari. L’inchiesta, che ha già coinvolto il magistrato Armao, si concentra su un cantiere siciliano, ma i sospetti si estendono a interventi infrastrutturali in Puglia, tra cui il prolungamento del sottopasso ferroviario a Lecce e il collegamento tra lo scalo aeroportuale e la stazione a Brindisi.
Presunti accordi e somme di denaro
Secondo gli investigatori, l’imprenditore Doronzo avrebbe cercato di ottenere un’accelerazione delle procedure e un aumento delle risorse disponibili per un intervento da sette milioni di euro a Santa Maria del Focallo, nel Ragusano. Per raggiungere questo obiettivo, avrebbe sollecitato l’intervento di Armao, figura di riferimento nella politica siciliana. Gli elementi raccolti dalla polizia comprendono alcune conversazioni intercettate nel novembre del 2025, in occasione di un incontro avvenuto a Roma. Tra i dettagli emersi, un riferimento a somme di denaro che, secondo l’interpretazione degli investigatori, sarebbero state consegnate nell’ambito del presunto accordo corruttivo.
«L’altra volta te ne ho dati sette, stavolta te ne ho portati cinque e chiudiamo la partita», avrebbe detto l’imprenditore al suo interlocutore. È uno dei passaggi sui quali si fondano i sospetti della Procura, impegnata a chiarire la natura dei rapporti tra i due e l’eventuale collegamento tra le somme menzionate e le procedure relative agli appalti. Non soltanto i lavori nel Ragusano. Dalle intercettazioni emergerebbe anche l’interesse per un’altra commessa riguardante un porto in provincia di Messina e per l’esito di una controversia amministrativa su un appalto di particolare rilevanza economica.
Un incontro in studio di ex europarlamentare
L’incontro tra Doronzo e Armao sarebbe avvenuto nello studio di Marcello Vernola, ex presidente della Provincia di Bari ed ex europarlamentare di Forza Italia, all’epoca consulente della commissione Ambiente del Senato. Durante il colloquio, l’imprenditore avrebbe insistito sulla necessità di predisporre una perizia di variante, strumento che avrebbe consentito di aumentare di circa tre milioni di euro il valore dei lavori. «La cosa che dobbiamo spingere è che bisogna fare una perizia», avrebbe spiegato Doronzo. Una richiesta alla quale Armao avrebbe risposto: «Ci siamo». Nelle registrazioni compare anche un riferimento a somme di denaro che, secondo l’interpretazione degli investigatori, sarebbero state consegnate nell’ambito del presunto accordo corruttivo.
Il nome dell’imprenditore barlettano è legato ad alcune delle principali opere infrastrutturali realizzate o in corso di esecuzione sul territorio regionale. A Bari la sua società ha curato la riqualificazione del waterfront di San Girolamo, mentre sulla linea ferroviaria Andria-Barletta è impegnata in una parte degli interventi di raddoppio commissionati da Ferrotramviaria. Nel capoluogo salentino si occupa del prolungamento del sottopasso ferroviario e a Brindisi del collegamento tra lo scalo aeroportuale e la stazione. Nell’elenco delle commesse figurano anche la viabilità a servizio del nuovo ospedale Monopoli-Fasano, affidata dall’Asl Bari, e gli interventi sul corridoio stradale della Statale 275 Maglie-Leuca per conto dell’Anas oltre al prolungamento del sottopasso ferroviario di Lecce, commissionato dal Comune.
Le ipotesi formulate dagli investigatori restano da accertare. L’indagine, che ha portato la Procura di Palermo a chiedere una misura cautelare nei confronti di Armao, dovrà chiarire se dietro i rapporti con gli imprenditori vi fossero effettivamente accordi illeciti per influenzare decisioni amministrative e procedure relative alle opere pubbliche. Per Doronzo le contestazioni riguardano le vicende siciliane. Nessuna contestazione risulta formulata nei confronti del magistrato.



