Il dibattito televisivo tra il presidente Luiz Inácio Lula da Silva e il senatore Flávio Bolsonaro è stato cancellato da Record, la rete televisiva brasiliana, poco prima del ballottaggio. La decisione, annunciata oggi, è stata motivata da una presunta incompatibilità di impegni, nonostante entrambi avessero ribadito la volontà di partecipare ai confronti della seconda fase della campagna elettorale. La cancellazione ha suscitato reazioni da parte di Lula, che ha definito la mossa “anomalia” e ha chiesto alla Corte suprema di esaminare l’ampiezza dell’interferenza, incluso l’impatto dei fratelli Bolsonaro.
Con il primo turno chiuso, il ballottaggio si avvicina e i numeri restano in equilibrio. Flávio Bolsonaro ha ottenuto il 47,03% dei voti (circa 56 milioni), superando di quasi due punti Lula, che si è fermato al 45,16% (circa 54 milioni). Anche all’estero, Bolsonaro ha vinto con 25 000 voti contro i 18 000 di Lula. La competizione è intensa, con nuovi scontri televisivi in programma, tra cui un confronto fissato per il 15 ottobre da SBT e un dibattito il 18 ottobre organizzato da Band in collaborazione con il quotidiano Estado de São Paulo.
Arresti e tensioni per reati elettorali
La fase post-primo turno è stata segnata da una serie di eventi delicati. Le forze dell’ordine hanno arrestato 169 persone per reati legati a propaganda irregolare, violazione del silenzio elettorale e compravendita di voti, tra cui 23 individui catturati a Teresina (Piauí), Boa Vista e Roraima. È stato sequestrato un contante di 789.800 reais (circa 151 000 USD), destinato a comprare voti ma non ancora attribuito a un singolo candidato. Bolsonaro è stato accusato di aver infranto il silenzio elettorale richiedendo il voto ai cittadini in fila davanti al suo seggio a Rio de Janeiro.
Parallelamente, tensioni sono esplose nei pressi dell’ambasciata brasiliana a Buenos Aires e si sono registrati ritardi nell’apertura dei seggi statunitensi, oltre a un tentativo di distruzione di materiale elettorale a Ginevra. Le autorità brasiliane indagano su presunte interferenze estere, con segnalazioni di flussi di un milione di dollari attraverso il programma di “Contrasto al lawfare e alla censura”, oltre a ulteriori fondi transitati via Rockbridge Network, legati al vicepresidente americano JD Vance. L’Avvocatura dello Stato sostiene che tali operazioni mirino a indebolire la sovranità nazionale.
Relazioni internazionali e contesto diplomatico
Nel contesto diplomatico, l’ambasciata americana a Brasilia ha sospeso i servizi per “motivi di sicurezza” poco prima delle urne, mentre Bolsonaro ha attribuito la tensione a una presunta ostilità di Washington dovuta ai legami di Lula con la Cina. Lula, dal canto suo, ha chiesto alla Corte suprema di esaminare l’ampiezza dell’interferenza, incluso l’impatto dei fratelli Bolsonaro. Il sostegno delle chiese evangeliche, che rappresentano il 30% della popolazione brasiliana (circa 47 milioni di fedeli), aggiunge un ulteriore strato di complessità. La maggior parte di questi credenti favorisce Bolsonaro tramite reti come quella di Edir Macedo e l’Assemblea di Dio. Flávio ha promesso di nominare “quattro o cinque ministri convintamente evangelici” per “salvare le anime” e onorare il nome di Dio.
La situazione resta in bilico, con nuovi appuntamenti in programma e tensioni che si fanno sempre più sentire. La cancellazione del dibattito da parte di Record ha alimentato ulteriore dibattito e sospetti, ma la competizione elettorale continua a muoversi su un terreno sempre più complesso e incerto.



