Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

sabato 10 Ottobre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Esteri

Scontri a Rumbek: 71 morti e intervento delle forze di sicurezza

Scontri a Rumbek causano 71 vittime, intervento delle forze di sicurezza e tensioni politiche nel Sud Sudan.

Il 9 ottobre 2026, a Rumbek, capoluogo dello Stato dei Laghi nel Sud Sudan, si sono verificati violenti scontri intercomunitari che hanno causato la morte di 71 persone, tra cui quattro militari. L’episodio ha visto l’intervento delle forze di sicurezza, che hanno riconquistato il controllo della città dopo un breve periodo di tensioni. L’evento si colloca in un contesto di instabilità politica e tensioni etniche, che hanno caratterizzato il Sud Sudan negli ultimi mesi.

Violenza e intervento delle forze di sicurezza

Secondo le prime ricostruzioni, i combattimenti hanno avuto inizio intorno alle quattro del mattino, quando un gruppo di giovani armati ha tentato di prendere il controllo del centro abitato. Gli aggressori, provenienti da altre zone, hanno aperto il fuoco contro le milizie locali, causando un’ondata di violenza. Dopo la rapida mobilitazione delle forze di sicurezza, gli assalitori si sono ritirati, spostando l’azione di combattimento al di fuori dei confini della città.

Le autorità hanno confermato il bilancio delle vittime, ma il numero esatto è ancora in fase di verifica.

Quattro civili armati sono stati arrestati e saranno interrogati per chiarire le motivazioni dell’attacco. Il Ministero dell’Informazione ha dichiarato che Rumbek è ora sotto il controllo delle forze di sicurezza governative e che sono in corso operazioni per ristabilire la normalità. Il governo di transizione ha condannato con forza gli episodi di violenza, invitando tutte le comunità a esercitare la massima prudenza e a non ricorrere a rappresaglie che potrebbero aggravare le tensioni.

Contesto politico e tensioni nazionali

La crisi di Rumbek si colloca in un periodo di grande incertezza politica per il Sud Sudan. Il 22 settembre, il presidente Salva Kiir ha sciolto il governo di transizione, tre mesi prima delle prime elezioni nazionali previste per dicembre, e ha nominato un’amministrazione provvisoria. Tale decisione ha posto fine all’accordo di condivisione del potere stipulato nel 2018, che aveva messo fine a una guerra civile di cinque anni, costata la vita a circa 400.000 persone.

La dissoluzione del governo ha riacceso le preoccupazioni di instabilità, soprattutto nelle zone dove le rivalità etniche restano profonde.

Gli osservatori internazionali avvertono che la combinazione di una scena politica in evoluzione e di una tradizione di rivalità locali potrebbe alimentare ulteriori esplosioni di violenza. Nonostante il ritorno del controllo statale a Rumbek, la necessità di un dialogo inclusivo e di misure di sicurezza sostenibili rimane cruciale per evitare che altre comunità siano trascinate in nuovi conflitti.

Altri episodi di violenza intercomunitaria

Rumbek non è l’unica località a subire violenze di questo tipo. Il 17 settembre, nella zona contesa al confine tra Sud Sudan e Sudan, 26 persone sono state uccise e 82 ferite a seguito di scontri armati tra gruppi etnici. In precedenza, all’inizio di marzo, una serie di attentati ha provocato almeno 169 morti nella parte settentrionale del paese, quando gruppi armati di una etnia hanno colpito un centro abitato in risposta a omicidi avvenuti al mercato locale.

Questi eventi sottolineano la persistenza di tensioni latenti, non ancora risolte dall’accordo di pace.

La situazione rimane delicata, con il rischio di ulteriori episodi di violenza se non si riuscirà a trovare una soluzione duratura alle tensioni etniche e politiche che caratterizzano il Sud Sudan. L’interesse internazionale per la regione resta elevato, con attenzione alle dinamiche locali e alle conseguenze di una crisi che potrebbe ripercuotersi su tutta l’area.

Leggi anche