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sabato 10 Ottobre 2026

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L’Europa si prepara all’inverno con scorte in calo e dipendenza dal gas russo

L’Europa si prepara all’inverno con scorte in calo e dipendenza dal gas russo, mentre le decisioni Usa influenzano la sicurezza energetica.

L’Europa si prepara all’inverno con scorte di gas ai minimi storici e una dipendenza crescente dal gas russo, mentre le decisioni degli Stati Uniti potrebbero influenzare direttamente la sicurezza energetica del continente. I depositi di metano, infatti, sono al 72% di pieno, contro il 83% dello scorso inverno, con un calo di 7,3 miliardi di metri cubi rispetto al periodo precedente. Questo deficit, che si fa sentire soprattutto in Germania e Paesi Bassi, dove le riserve sono al di sotto della soglia psicologica del 60%, mette in evidenza una situazione di tensione crescente. La crisi nel Golfo Persico ha ulteriormente aggravato la situazione, paralizzando uno dei principali snodi del GNL mondiale e portando i prezzi a salire alle stelle.

La tenuta energetica del Continente dipende ora dalla decisione del Presidente USA: se applicherà le sanzioni del Lindsey Graham Act a Novatek, le forniture russe si bloccheranno subito, costringendo l’UE a un taglio dei consumi del 7%. L’Italia si è salvata solo grazie all’intervento pubblico, che ha garantito un premio di giacenza agli operatori per mettere il sistema al riparo. La situazione è drammatica, con un rischio concreto di razionamenti o picchi stellari in bolletta.

Il ruolo del gas russo e la dipendenza europea

Nonostante le sanzioni internazionali e le pressioni per ridurre la dipendenza dal gas russo, l’UE continua a importare una quantità record di gas naturale liquefatto (GNL) da Mosca. Nei primi nove mesi dell’anno, i terminali dell’Artico siberiano gestiti da Novatek, in particolare il maxi-impianto di Yamal, hanno fornito in Europa ben 16 miliardi di metri cubi di GNL, un record storico. Questo flusso, sostenuto da contratti a lungo termine stipulati prima del conflitto in Ucraina, ha permesso a paesi come la Francia di ricevere un volume significativo di gas, che viene poi distribuito attraverso i gasdotti verso il centro Europa.

Il ruolo di TotalEnergies, socio al 20% di Yamal, è cruciale in questa catena di approvvigionamento. Un grande affare che coinvolge anche l’armatoria greca e britannica, cruciale per le rotte navali. L’UE ha pianificato lo stop totale alle importazioni di GNL russo a lungo termine, ma i divieti scatteranno formalmente solo più avanti. E anche questo aspetto potrebbe creare problemi.

La decisione USA e il futuro dell’Europa

La chiave per il futuro dell’energia europea si trova a Washington. Il Lindsey Graham Act, approvato dal Congresso americano, impone al Presidente Donald Trump di decidere se inserire Novatek nella lista nera delle sanzioni statunitensi. Se la Casa Bianca dovesse colpire Novatek, le banche, le assicurazioni e gli armatori internazionali sarebbero costretti a abbandonare immediatamente il progetto Yamal, portando alla chiusura dei rubinetti russi e a un taglio dei consumi invernali del 7%. Questa decisione potrebbe spazzare via il calendario di Bruxelles, che prevede un blocco totale delle importazioni di GNL russo a lungo termine.

Al di là delle tensioni geopolitiche, si intrecciano forti interessi economici. Alcuni osservatori ricordano come ambienti finanziari statunitensi vicini all’amministrazione abbiano stretto in passato accordi di cooperazione con Novatek per progetti energetici in Alaska. La decisione di Trump rivelerà se la linea dura contro la Russia prevarrà sugli affari di settore. Le sorti dell’inverno e della sicurezza energetica europea non si decidono a Bruxelles, ma sui tavoli della politica americana. Resta un dato oggettivo: la dipendenza dal gas russo e la situazione delle scorte sono in bilico, con un rischio concreto di interruzione dei flussi di gas. L’Europa, in attesa di decisioni chiare, si trova in una posizione di vulnerabilità crescente, con un futuro che dipende da scelte esterne al continente.

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