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domenica 11 Ottobre 2026

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Politica

Petizione per una legge regionale sulla natalità in Emilia-Romagna

Forum famiglie Emilia Romagna lancia petizione per legge regionale sulla natalità, coinvolge oltre 60 associazioni.

Il Forum delle associazioni familiari dell’Emilia-Romagna ha lanciato una petizione popolare per chiedere l’approvazione di una legge regionale organica sulla natalità. L’iniziativa, promossa con il sostegno di oltre 60 associazioni e organizzazioni, mira a rendere la natalità una priorità stabile delle politiche regionali, creando condizioni concrete per permettere alle persone di scegliere liberamente di avere figli e costruire una famiglia. La petizione, avviata il 10 ottobre 2026, è volta a coinvolgere i cittadini maggiorenni residenti in Emilia-Romagna, con l’obiettivo di raccogliere 10mila firme entro la metà di ottobre, affinché la Regione possa discutere e approvare entro la fine del 2026 una legge organica sulla natalità.

Politiche integrate per la famiglia

La legge regionale proposta dovrà intervenire su lavoro, casa, servizi, conciliazione e sostegno alle famiglie, con l’obiettivo di creare un sistema integrato che accompagni le famiglie in tutte le fasi del loro percorso. Il protocollo dovrà accompagnare i Comuni nella realizzazione di politiche familiari integrate, promuovendo lo scambio di buone pratiche, la formazione degli amministratori e degli operatori, l’assistenza tecnica agli enti locali, i percorsi di adesione e certificazione e la verifica dei risultati raggiunti. Il Network dovrà tradurre i principi della legge in interventi concreti e misurabili, valorizzando il protagonismo dei Comuni.

Un documento programmatico e un intergruppo bipartisan

Il Forum delle associazioni familiari dell’Emilia-Romagna, con il contributo delle associazioni che lo compongono, ha elaborato un Documento programmatico sulla natalità, già presentato alle forze politiche e alle istituzioni regionali, contenente principi, proposte e buone pratiche per la predisposizione di una legge regionale organica. Inoltre, è in via di definizione una legge regionale sulla natalità con il supporto di un Intergruppo bipartisan costituito per volontà dell’assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna. Di qui la richiesta all’Assemblea legislativa e alla Giunta della Regione Emilia-Romagna di portare a compimento l’iter per l’approvazione della legge.

La petizione, che vede come primo firmatario Michele Ferrari, sottolinea che “la scelta di avere figli appartiene alla libertà e alla responsabilità delle persone e delle famiglie, ma i figli costituiscono anche un bene comune, perché generano relazioni, solidarietà, capitale umano, sviluppo e ricerca per un futuro più sostenibile”. Le politiche pubbliche non devono imporre scelte personali, ma creare le condizioni affinché nessuno debba rinunciare a un figlio desiderato per ragioni economiche, lavorative, abitative o per la carenza di servizi. Le famiglie devono essere considerate una risorsa e non un problema, riconoscendone il contributo educativo, sociale e di cura e coinvolgendole, secondo il principio di sussidiarietà, nella costruzione delle politiche regionali.

Investire nella natalità e nella famiglia significa promuovere sviluppo, coesione e ricchezza sociale per l’intera comunità. L’Emilia-Romagna, con la sua tradizione di innovazione sociale, la qualità del sistema territoriale e la ricchezza del tessuto associativo, può assumere un ruolo di apripista, dotandosi di una legge capace di coordinare stabilmente gli interventi in materia di natalità, genitorialità e politiche familiari. L’auspicio è che la legge dovrà accompagnare la famiglia nelle diverse fasi del proprio percorso, rimuovendo gli ostacoli che impediscono ai giovani di formare una famiglia, alle coppie di poter accogliere i figli che desiderano.

  • Agevolare la nascita della famiglia, con politiche per il lavoro dei giovani e il sostegno alla prima casa
  • Sviluppare servizi per l’infanzia e sostegno ai figli, migliore conciliazione fra vita familiare e lavoro
  • Adottare politiche familiari integrate e continuative, imperniate sul “Fattore Famiglia”
  • Promuovere una rete di “Comuni Amici della famiglia”

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