Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

domenica 11 Ottobre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Politica

Casini annuncia la fine della sua carriera politica dopo 44 anni in Parlamento

Casini decide di non ricandidarsi dopo 44 anni in Parlamento, lasciando spazio a nuove generazioni.

Pier Ferdinando Casini, ex presidente della Camera dei Deputati, ha annunciato di non ricandidarsi alle prossime elezioni politiche, dopo 44 anni di attività in Parlamento. L’annuncio, reso pubblico in una lunga intervista, segna la conclusione di un percorso politico che ha attraversato diverse stagioni e ha visto il suo impegno in istituzioni chiave della Repubblica. Casini ha espresso la volontà di lasciare spazio a nuove personalità, ritenendo che i tempi nuovi richiedano figure in sintonia con le formazioni politiche che si presenteranno agli elettori.

Un momento di decisione difficile

Casini ha descritto la decisione come un «passaggio realmente complicato», sottolineando che la cosa più difficile in politica non è tanto arrivare o rimanere, ma «individuare il momento giusto in cui fermarsi». Eletto in Parlamento nel 1983, ha ricoperto due mandati al Parlamento europeo e ha guidato la Camera dal 2001 al 2005. Nel corso della sua carriera ha attraversato diverse esperienze, dagli esordi nella Democrazia cristiana all’esperienza nel centrodestra di Silvio Berlusconi, fino agli ultimi dieci anni da senatore indipendente sostenuto dal centrosinistra.

Ha ricordato l’incontro con Giovanni Paolo II come un momento di profonda emozione. «Quando, da presidente della Camera, ricevetti Giovanni Paolo II. Un uomo, un santo, che a un cristiano come me trasmetteva sensazioni irripetibili», ha raccontato. L’incontro, però, non è stato l’unica esperienza di rilievo: Casini ha anche ricordato l’importanza di tutti gli anni trascorsi in Parlamento, definendoli «bellosi e entusiasmanti», con la sensazione di essere «ascoltato nel cuore della democrazia».

Un giudizio su leader contemporanei

Nell’intervista, Casini si è soffermato anche sulle attuali leader politiche. Ha lodato Giorgia Meloni per la «consistenza notevole» dimostrata nel portare avanti la coalizione, ma ha anche riconosciuto che, «a volte, per essere coerente, rischia di passare per testarda». Un giudizio accompagnato da un invito a non sottovalutare Elly Schlein. «È testarda anche lei», ha osservato Casini, sottolineando la capacità della segretaria del Partito democratico di parlare a un mondo giovanile non omologato alla politica tradizionale.

Casini ha anche sottolineato l’importanza di Gianfranco Fini nella formazione di Giorgia Meloni. «Senza la svolta di Fiuggi non ci sarebbe stata Giorgia Meloni», ha osservato, sottolineando l’importanza di una svolta politica che ha cambiato il panorama italiano. Tra i leader che ha considerato di rilievo, ha menzionato anche Amintore Fanfani, ricordato come «l’uomo del piano casa» e della presidenza dell’ONU. Con questa decisione, Casini chiude un’esperienza politica che ha visto la sua passione e dedizione. «Sono stato spettatore privilegiato delle trasformazioni del mondo e dell’Europa», ha scritto in una lettera pubblicata su QN, rivolgendo un saluto particolare ai bolognesi. «È giusto che il mio cammino si fermi qui», ha concluso, riconoscendo che la politica resterà una passione anche dopo l’uscita dal Parlamento.

Leggi anche