La Toscana ha registrato un incremento dei casi di dengue, con 69 casi confermati dall’inizio dell’anno, di cui quasi la metà autoctoni. L’Agenzia Regionale di Sanità (Ars) ha reso noto che 36 dei casi sono stati contratti all’estero da persone rientrate in Italia, mentre 33 sono infezioni locali trasmesse direttamente sul territorio regionale. L’epidemia ha registrato un picco tra la fine di agosto e i primi giorni di settembre, con 11 casi nella settimana dal 24 al 30 agosto e 12 nella settimana successiva, seguito da un calo progressivo nelle settimane successive.
Diffusione e controllo della malattia
La diffusione del virus è legata al caldo e ai viaggi, che favoriscono la trasmissione della zanzara tigre, vettore principale della dengue. L’Ars ha sottolineato l’importanza della sorveglianza e degli interventi di disinfestazione, ma ha anche ricordato che la collaborazione dei cittadini è essenziale per ridurre i rischi. Eliminare i ristagni d’acqua nei giardini e sui balconi, adottare misure di protezione individuale e seguire le indicazioni sanitarie sono fondamentali per prevenire la diffusione del virus.
La trasmissione avviene esclusivamente attraverso la puntura della zanzara tigre.
Contesto nazionale e dati epidemiologici
La situazione toscana si inserisce in un quadro nazionale di attenta sorveglianza. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), al 29 settembre 2026 sono stati registrati 330 casi confermati di dengue in Italia, di cui 271 importati e 59 autoctoni, senza decessi. La Toscana, con 69 casi, si conferma al primo posto nella regione per il numero di infezioni. La distribuzione dei casi mostra che la Toscana Centro è la zona più colpita, con 41 segnalazioni, seguita da Toscana Nord-Ovest con 24 e Toscana Sud-Est con 8. Accanto alla dengue, sono stati segnalati anche casi di Chikungunya e Zika, ma non si segnala alcuna trasmissione autoctona per queste patologie. L’Ars ha ribadito che la dengue non si trasmette da uomo a uomo, ma esclusivamente attraverso la puntura della zanzara tigre, ormai stabilmente presente sul territorio regionale.
La collaborazione dei cittadini è cruciale per ridurre i rischi.
La disinfestazione è stata avviata in aree interessate, ma l’Agenzia regionale ha sottolineato che la collaborazione dei cittadini è cruciale. Eliminare i ristagni d’acqua e adottare misure di protezione individuale sono azioni indispensabili per ridurre il rischio di contagio. L’attenzione sanitaria si intensifica, con un aumento dei casi autoctoni che conferma la necessità di un monitoraggio costante e di interventi mirati per contenere la diffusione del virus.



