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domenica 11 Ottobre 2026

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Sanità in crisi nel Molise: radioterapia in vendita, assistenza peggiorata

Sanità in crisi nel Molise: radioterapia in vendita, assistenza peggiorata

Il Molise vive una crisi sanitaria senza precedenti, con la radioterapia in vendita e la sanità pubblica in declino. Il Responsible Research Hospital di Campobasso, in bilico tra debiti e mancanza di risorse, ha annunciato la possibilità di cedere un ramo d’azienda, mettendo a rischio la continuità delle cure per migliaia di pazienti. Intanto, settori essenziali come neurochirurgia e cardiochirurgia sono già in mano ai privati, aggravando una situazione già drammatica. AI pazienti resta un’assistenza tra le peggiori d’Italia, con numeri allarmanti che segnalano un calo di accesso alle cure.

La sanità pubblica in declino e il passaggio al privato

La sanità molisana, già in difficoltà da anni, si trova a fronteggiare un ulteriore passo indietro: la vendita del reparto di radioterapia. Il Responsible Research Hospital, che gestisce l’ospedale di Campobasso, ha accumulato 72 milioni di debiti, soprattutto per attrezzature e forniture mediche. La decisione di cedere un ramo d’azienda, se confermata, potrebbe portare a una divisione delle cure, con conseguenze gravi per i pazienti. Il consigliere regionale Massimo Romano (Costruire Democrazia) ha espresso preoccupazione: “Così si divide in due la struttura. E si rischia di lasciare nel disagio persone che sono malate e hanno bisogno di serenità, oltre che di cure di prim’ordine.”

Un sistema in cui privato e pubblico si intrecciano

La vicenda del Responsible Research Hospital non è isolata. Da anni, la sanità molisana è dominata dal privato, con settori chiave come neurochirurgia e cardiochirurgia già in mano a strutture private. Il reparto di cardiochirurgia, per esempio, non esiste praticamente in pubblico, mentre è stato affidato alla Cattolica e al Gemelli. La neurochirurgia, invece, ha visto il passaggio a Neuromed, colosso privato locale, per decisione dell’allora presidente della Regione Paolo di Laura Frattura. La società che gestisce l’Istituto Neurologico Mediterraneo, un centro di eccellenza, è controllata da Neuromed, che fa capo alla famiglia Patriciello, legata a politici di spicco.

La situazione si complica ulteriormente con il legame tra politica e sanità. Aldo Patriciello, europarlamentare e ex assessore di Michele Iorio, ha costruito una carriera in cui politica, sanità e editoria si intrecciano. La sua famiglia ha controllato strutture sanitarie e aziende, creando un sistema in cui pubblico e privato si sovrappongono. Questo modello ha portato a un’assenza totale di personale sanitario pubblico, con un numero di medici dipendenti per persona che è il più basso d’Italia: 1,35 ogni mille abitanti. Le conseguenze di questa gestione sono visibili nei dati. Circa 31mila persone, su 284mila abitanti, hanno rinunciato a curarsi, con un tasso del 10,9%. L’Azienda sanitaria regionale del Molise ha bandito concorsi per l’assunzione di personale, ma i posti vengono puntualmente deserti. Se un bando è per dieci posti, si presentano in cinque e forse solo uno accetta l’assunzione. La carenza di personale ha portato a soluzioni estreme, come l’arrivo di medici cubani e la presenza di “gettonisti” che coprono i turni in Pediatria.

La situazione è drammatica anche per l’ospedale di Isernia, che offre assistenza a un bacino di oltre 80mila abitanti. I reparti di emodinamica e il punto nascita rischiano la chiusura, con il sindaco Pietro Castrataro che ha dormito in tenda per 167 notti per difendere il presidio sanitario. Nonostante l’impegno, la sorte dell’ospedale e della radioterapia di Campobasso rimane incerta. La sanità molisana, con un disavanzo di 160 milioni, continua a essere un caso di emergenza sociale, con un sistema in cui il privato domina e la pubblica assistenza si riduce a un’alternativa sempre più distante.

La sanità in Molise è un esempio di come il passaggio al privato possa portare a una crisi senza precedenti. Con la radioterapia in vendita e la gestione di settori essenziali in mano a strutture private, i pazienti si trovano in una situazione di grave disoccupazione sanitaria. La regione, pur avendo un fondo sanitario per abitante tra i più alti d’Italia, si trova a registrare un livello di assistenza tra i peggiori. La sanità molisana, come dice un recente studio della fondazione Gimbe, è un paradosso: nonostante i fondi, il livello di assistenza è agli ultimi posti in Italia.

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