Natalia Paragoni, ex corteggiatrice di Uomini e donne e influencer, ha deciso di non parlare più della sua malattia su TikTok. La donna, incinta della secondogenita Beatrice, ha ricevuto la diagnosi di linfoma di Hodgkin lo scorso aprile. Dopo mesi di condivisione dettagliata con i follower, ha scelto di tornare alla sua vita di sempre, senza ulteriori aggiornamenti su quanto sta vivendo. «Non sono lei, non mi voglio identificare in questo», ha detto in un messaggio pubblicato sulla piattaforma.
Una scelta intima e personale
La decisione di Natalia Paragoni non è frutto di una volontà di negare la sua condizione, ma di un bisogno di riconquistare la sua identità. «Non l’ho mai fatto perché non voglio che la mia persona venga ricordata e legata a questo momento della mia vita», ha spiegato. Per lei, la malattia è un episodio, non la sua essenza. Perché è un momento e io non sono questo, non sono la malattia, ha sottolineato, rifiutando di farne parte centrale della sua narrazione.
La vita di sempre, con le figlie
Natalia ha condiviso immagini con la testa rasata, ma anche foto con le figlie e il marito Andrea Zelletta, dimostrando che la sua vita non si è fermata. «Non vedeva l’ora di tornare alla vita normale con le figlie», ha detto un amico. L’influencer ha spiegato che ha cercato di non modificare la sua routine, anche durante l’estate. «Ho costruito altro nella mia vita e quindi se mi chiedete come sto, sto bene, tutto a posto», ha scritto, rifiutando di entrare nel dettaglio.
La sua scelta di non parlare più della malattia non è un rifiuto della sua esperienza, ma un modo per non permettere che essa definisca la sua persona. Però secondo me questo è troppo personale, troppo, ha aggiunto, riconoscendo che il momento è intimo e non dovrebbe essere ridotto a una serie di post. «E’ un momento troppo personale penso per chiunque», ha concluso, rafforzando il concetto che la sua vita non è solo la sua malattia. Natalia Paragoni ha scelto di tornare a una routine più semplice, con le figlie e la famiglia, senza dover raccontare ogni dettaglio. «Ci trucchiamo insieme e ci raccontiamo le cose come abbiamo sempre fatto», ha scritto, rafforzando il legame con la sua famiglia e con la sua vita privata. La sua decisione, pur non essendo una confessione, è un chiaro segno di una volontà di riconquistare la sua identità, lontano da una narrazione che la definirebbe solo per la sua malattia.



