Il governo della Corea del Sud sta valutando modifiche all’esenzione dal servizio militare per gli sportivi professionisti, dopo le polemiche scatenate dai festeggiamenti di alcuni calciatori della nazionale dopo la vittoria dell’oro ai Giochi asiatici del 3 ottobre 2026. L’obbligo del servizio militare, che colpisce tutti gli uomini tra i 18 e i 28 anni in buone condizioni fisiche, è una norma radicata nel paese, ma la sua applicazione agli atleti ha suscitato dibattiti e critiche, soprattutto dopo le dichiarazioni di alcuni giocatori che sembravano mettere in primo piano l’evitare la leva piuttosto che la vittoria.
Una legge del 1973 e le sue conseguenze
Una legge del 1973 prevede che gli atleti che abbiano vinto una medaglia di qualsiasi tipo alle Olimpiadi o una medaglia d’oro ai Giochi asiatici non debbano svolgere il servizio militare, che dura dai 18 ai 21 mesi a seconda del reparto a cui si viene assegnati. Chi ha diritto all’esenzione deve completare soltanto l’addestramento di base, che dura tre settimane. Tuttavia, negli ultimi anni, attori e musicisti famosissimi in Corea del Sud, e talvolta anche all’estero, non sono riusciti a ottenere l’esenzione o hanno preferito rinunciarvi per evitare polemiche.
Le dichiarazioni di alcuni calciatori hanno acceso le critiche. Dopo la vittoria della nazionale di calcio, alcuni calciatori, tra cui il capitano Lee Gi-hyuk, avevano fatto intendere che il loro vero obiettivo non era tanto vincere il torneo, ma evitare la leva. L’esterno Yang Min-hyeok, che gioca nella squadra belga del Westerlo, aveva detto che «la medaglia e il titolo non contano. C’era in palio l’esenzione dal servizio militare, era tutto ciò che mi interessava». Entrambi si sono scusati pubblicamente, ma le loro dichiarazioni sono state criticate duramente dai media, dall’opinione pubblica e da alcuni membri del governo.
Il caso dei BTS e le regole per l’esenzione
Il caso più noto è quello dei BTS, il gruppo k-pop più famoso al mondo. Tra il 2022 e il 2025 tutti e sette i membri della band dovettero sospendere la propria attività per svolgere il servizio militare, un evento seguito con attenzione sui social network. La legge estende l’esenzione anche agli artisti che soddisfino alcuni criteri molto precisi, come classificarsi almeno secondi in determinate competizioni internazionali, vincere specifici concorsi nazionali o completare almeno cinque anni di formazione in un’istituzione riconosciuta dal governo. Rientrare in queste categorie è molto difficile.
Il ministro dello Sport ha annunciato una ridimensionata dell’esenzione. Il ministro dello Sport Choi Hwi-young ha detto che l’esenzione dovrà essere «inevitabilmente ridimensionata». Il governo sta valutando modifiche per ridurre l’accesso all’esenzione, in modo da limitare le polemiche e garantire una maggiore equità nel sistema. La questione rimane un tema sensibile, che coinvolge non solo gli sportivi, ma anche la società e le istituzioni del paese.
La legge del 1973, pur se volta a premiare i successi sportivi, ha suscitato dibattiti su come si applica e chi ne beneficia. Mentre alcuni atleti riescono a evitare il servizio militare grazie ai loro successi, altri non riescono a soddisfare i criteri richiesti, anche se hanno una carriera di successo. La situazione ha reso evidente la necessità di un equilibrio tra le esigenze dello Stato e i diritti degli individui, un tema che continua a occupare il dibattito pubblico in Corea del Sud.



