Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

domenica 11 Ottobre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Lavoro e scuola

Lavoro in Abruzzo: in aumento infortuni, ma calo morti. Terza regione per malattie professionali

In Abruzzo, infortuni sul lavoro crescono del 2%, mentre morti diminuiscono. Terza regione per malattie professionali.

Lavoro in Abruzzo: in aumento infortuni, ma calo morti. Terza regione per malattie professionali. Dopo un anno di crescita del 18,64%, le denunce di malattie professionali nel 2025 sono state 8.695, con un incremento rispetto alle 7.329 del 2024. La situazione si presenta complessa, con un numero elevato di incidenti, ma un calo del numero di decessi. La Giornata nazionale per le vittime di incidenti sul lavoro, celebrata oggi, ha visto l’attenzione del Dipartimento Ambiente, Salute e Sicurezza della Uil Abruzzo rivolta alle istituzioni, alle aziende e alle parti sociali per una maggiore responsabilità collettiva e un impegno concreto per la sicurezza sul lavoro.

Un fenomeno generalizzato in tutta la regione

I dati Inail 2025 registrano in Abruzzo 12.105 denunce di infortunio, con un aumento del 2% rispetto al 2024, e 23 denunce di infortuni mortali, contro le 26 dell’anno precedente. Nei primi sette mesi del 2026, sono stati segnalati 7 morti sul lavoro e un aumento degli infortuni in itinere del 16,1%. Questo settembre, la tragica morte a Roma di un giovane lavoratore di 22 anni originario del Teramano ha riportato nuovamente al centro il costo umano e sociale di questa emergenza.

La crescita dei casi di malattie professionali segna un incremento del 18,64% nel 2025. I numeri descrivono un fenomeno regionale ormai generalizzato, dove spiccano l’edilizia con 1.245 casi, la sanità e assistenza sociale con 900, il commercio con 707, il trasporto e magazzinaggio con 649 incidenti. Tra gli altri comparti figurano i servizi di alloggio e ristorazione, con 378 denunce, e il noleggio e i servizi di supporto alle imprese, con 384. Non fa eccezione il settore manifatturiero con 1.481 infortuni complessivi, dove emergono situazioni da monitorare, come la fabbricazione di prodotti in metallo, con 321 casi, e l’industria alimentare, con 290.

Un appello per una cultura della sicurezza

Gli infortuni con esito mortale hanno riguardato solo uomini, 5 nati in Italia, due di nazionalità europea e un extracomunitario. Per quanto riguarda i settori, 5 infortuni mortali sono avvenuti nel settore dell’industria e dei servizi, uno nelle costruzioni, due in agricoltura. L’Aquila è la provincia che ha fatto registrare il maggior numero di incidenti mortali sul lavoro (tre); due sono avvenuti rispettivamente a Pescara e Teramo; uno a Chieti.

La Uil chiede interventi mirati per ridurre i rischi specifici dei diversi settori. Sul territorio, Chieti registra il maggior numero di denunce complessive (3.592) e di denunce con esito mortale (8), a seguire Teramo con 3.258 denunce di cui 5 mortali, L’Aquila (2.886 infortuni di cui 6 mortali) e Pescara (2.369 infortuni di cui 4 mortali). Restano inoltre particolarmente preoccupanti le 8.695 denunce di malattia professionale, che collocano l’Abruzzo al terzo posto su scala nazionale nell’anno 2025.

Le denunce di malattie professionali nel 2025 sono state 8.695 (+18,64%) rispetto alle 7.329 del 2024. Si è passato da poco più di 3.534 casi denunciati del 2021 a quasi 9.000, con un incremento che sfiora il 70% e un primato negativo per l’Abruzzo, una delle regioni in Italia in cui le denunce di malattia professionale, rispetto al numero degli occupati, risultano superiori. “Ogni volta che parliamo di sicurezza sul lavoro sembra essere una responsabilità che passa da un soggetto all’altro senza che nessuno risponda davvero. Ognuno deve fare la propria parte: abbiamo bisogno di istituzioni che garantiscano coordinamento, programmazione e controlli e di imprese che investano in prevenzione – dichiara Valerio Camplone, componente della segreteria regionale Uil Abruzzo con delega a Salute e Sicurezza e Responsabile del Dipartimento Ambiente, Salute e Sicurezza.

Leggi anche