Un noto avvocato, accusato di maltrattamenti in famiglia, ha lasciato il carcere e passa ai domiciliari dopo un interrogatorio di garanzia. La decisione del giudice ha attenuato la misura cautelare, imponendo l’obbligo del dispositivo anti-stalking per monitorare i suoi spostamenti. L’arresto, eseguito dai Carabinieri, era scattato a seguito delle dettagliate denunce presentate dall’ex coniuge. L’indagato, che aveva subìto per quasi un triennio una serie di intimidazioni, pressioni psicologiche e condotte prevaricatrici, ha avuto la possibilità di fornire la propria versione dei fatti dinanzi al GIP. Valutati gli esiti del confronto, il magistrato ha stabilito che le esigenze di tutela e di sicurezza nei confronti della parte offesa possano essere garantite attraverso il controllo a distanza del dispositivo elettronico, consentendo così al professionista di lasciare l’istituto di pena.
Episodi di tensione domestica documentati
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la donna avrebbe subìto per quasi un triennio una serie continuata di intimidazioni, pressioni psicologiche e condotte prevaricatrici. Episodi di grave tensione domestica, documentati in base agli elementi probatori raccolti e forniti dalla persona offesa, si sarebbero consumati in più occasioni anche alla presenza del figlio minore della coppia. Una situazione particolarmente complessa anche sotto il profilo gestionale, dato che sulla famiglia pendeva già una decisione del Tribunale di Lamezia Terme che regolamentava l’affidamento congiunto del bambino. La complessità della situazione ha reso necessario un intervento cautelare, ma la decisione del giudice ha permesso un attenuamento della misura, con l’applicazione del braccialetto elettronico.
Valutati gli esiti del confronto e ritenute attenuate le esigenze cautelari più severe, il magistrato ha stabilito che le esigenze di tutela e di sicurezza nei confronti della parte offesa possano essere garantite attraverso il controllo a distanza del dispositivo elettronico. Questo ha consentito al professionista di lasciare l’istituto di pena e passare ai domiciliari. Il dispositivo anti-stalking, obbligatorio, permetterà di monitorare i suoi spostamenti e garantire la sicurezza della vittima. L’intero processo ha visto l’indagato fornire la propria versione dei fatti dinanzi al GIP, rispondendo alle contestazioni avanzate dalla Procura.
Un equilibrio tra tutela e libertà
La decisione del giudice riflette un equilibrio tra la tutela della vittima e la possibilità di reintegrare l’indagato in un contesto di vita quotidiana. Il dispositivo elettronico garantisce il controllo a distanza, ma permette al professionista di vivere in libertà con condizioni di sicurezza. L’interrogatorio di garanzia ha visto un confronto articolato, durante il quale l’indagato ha avuto la possibilità di spiegare la sua versione dei fatti. La riduzione della misura cautelare non ha eliminato le preoccupazioni per la sicurezza della vittima, ma ha introdotto un sistema di monitoraggio continuo. La situazione, complessa e delicata, ha visto un’azione giudiziaria che cerca di trovare un punto di equilibrio tra diritti e doveri.
La decisione del giudice ha attenuato la misura cautelare con l’obbligo del dispositivo anti-stalking, permettendo al noto avvocato di lasciare il carcere e passare ai domiciliari. L’arresto, eseguito dai Carabinieri, era scattato a seguito delle dettagliate denunce presentate dall’ex coniuge. La situazione, complessa e delicata, ha visto un confronto articolato durante l’interrogatorio di garanzia, che ha portato a una riduzione della misura cautelare. Il dispositivo elettronico, obbligatorio, garantirà il controllo a distanza, permettendo al professionista di vivere in libertà con condizioni di sicurezza.



