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lunedì 12 Ottobre 2026

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Economia

I bar di paese come specchio dei borghi in crisi: da Lago a Bocchigliero, la sfida per restare comunità

I bar di paese in provincia di Cosenza segnalano un calo del 13,3% negli ultimi anni, con un impatto sul tessuto sociale e economico dei piccoli comuni.

Da Lago a Bocchigliero, due piccoli comuni del Cosentino raccontano una realtà in crisi: i bar di paese, simbolo di comunità e di vita quotidiana, si trovano a fronteggiare un calo significativo, con conseguenze su un tessuto sociale e economico fragile. La situazione, aggravata da spopolamento, costi di gestione elevati e una pressione fiscale crescente, ha reso sempre più difficile per le attività commerciali mantenere aperto e operare in modo sostenibile. I sindaci Enzo Scanga e Alfonso Benevento, rispettivamente di Lago e Bocchigliero, hanno sottolineato come la contrazione del numero di bar – che in provincia di Cosenza ha registrato una perdita del 13,3% – rappresenti un segnale di allarme per i territori.

Un’identità diversa per ogni borgo

Se in Lago il numero di bar è rimasto sostanzialmente invariato, il comune ha visto un aumento di attività imprenditoriali grazie a finanziamenti ministeriali. «Abbiamo finanziato otto nuove aperture e altre quattro sono in fase di finanziamento», ha spiegato Scanga. A Bocchigliero, invece, la situazione è più drammatica: il numero di attività commerciali si è ridotto, con un calo che ha visto la piazza del Popolo, un tempo piena di bar, ridursi a pochi esercizi. «Quasi trent’anni fa c’erano cinque bar in uno spazio di circa 500 metri quadrati», ricorda Benevento. Oggi, la sfida è quella di mantenere vive le attività e di trovare nuove vie per far crescere l’economia locale.

Costi elevati e spopolamento: il peso su un’economia fragile

La crisi dei bar di paese si intreccia con un quadro complesso: il caro carburanti, le sovrattasse e la ridotta capacità di spesa delle famiglie hanno reso sempre più difficile la gestione delle attività. «I piccoli comuni pagano queste difficoltà più degli altri, perché rischiano di rimanere ai margini», ha sottolineato Scanga. Inoltre, l’inesorabile spopolamento ha ridotto il numero di clienti, con un impatto diretto sui ricavi. «I bar lavorano con le persone. Se diminuiscono gli abitanti, diminuiscono anche i clienti», ha spiegato Benevento. In estate, con il turismo di ritorno, le attività riescono a coprire almeno una parte delle spese sostenute durante l’anno, ma non basta a risolvere la situazione.

Per contrastare questa tendenza, i sindaci hanno lanciato proposte per favorire una permanenza più lunga nei borghi e per sostenere chi investe in nuove attività. «Insieme ad altri sindaci ho lanciato una proposta per far ripopolare questi territori e permettere alle persone di vivere nei piccoli comuni, lavorare nei bar, nelle pizzerie e nelle altre attività commerciali», ha detto Scanga. L’obiettivo è creare un ambiente più attrattivo per i nuovi residenti, in particolare per le comunità straniere, che potrebbero contribuire a rafforzare l’economia locale.

Integrazione e sgravi fiscali: un’arma per la comunità

La presenza di nuovi residenti, soprattutto di origine straniera, ha avuto un impatto positivo su alcuni comuni. «Qualche anno fa abbiamo registrato circa 300-400 cittadinanze. Molti ragazzi venivano e rimanevano uno, due o tre mesi, il tempo necessario per completare le pratiche, per poi andare via», ha ricordato Scanga. Tuttavia, il problema è che non si riesce a trattenerli in un contesto nel quale avrebbero potuto vivere e lavorare. Per questo, i sindaci hanno chiesto interventi normativi per favorire una permanenza più lunga. «L’ho definita un antidoto, perché non è la soluzione definitiva al problema, ma può contribuire a contrastarlo», ha spiegato Scanga.

Per Benevento, invece, l’integrazione rappresenta una risorsa per le comunità che perdono abitanti. «Credo che politiche di accoglienza mirate possano contribuire a migliorare la situazione. Chi arriva in realtà come la nostra trova un ambiente familiare e può diventare parte della comunità», ha sottolineato il sindaco di Bocchigliero. L’amministrazione ha già accolto 25 nuclei familiari grazie allo Sprar, e alcune di queste persone lavorano anche nei bar. «Noi aiutiamo loro e loro aiutano noi a sopperire a carenze che altrimenti sarebbe difficile colmare», ha concluso Benevento.

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