L’oncologo Francesco Cognetti, professore di fama internazionale e ex presidente dell’Aiom, ha commentato la situazione del Papa, sottolineando che «se anche il nodulo fosse maligno, la possibilità di guarigione è molto elevata». L’esperto ha ribadito che la prognosi è favorevole se si interviene in fase precoce, pur sottolineando l’importanza di un esame istologico per confermare la natura del nodulo.
La diagnosi precoce è chiave
Secondo Cognetti, la diagnosi precoce di eventuali neoplasie polmonari è un fattore cruciale per migliorare i tassi di sopravvivenza. «La diagnosi precoce permette di intervenire in modo tempestivo e conservativo, con un’alta probabilità di guarigione», ha spiegato. L’oncologo ha anche sottolineato che, nel caso del Santo Padre, il nodulo potrebbe essere stato scoperto durante una radiografia del torace eseguita per altri motivi.
Esami istologici e interventi chirurgici
«Soltanto un esame istologico può certificare la natura maligna della malattia», ha precisato Cognetti. Tuttavia, in alcuni casi, l’intervento chirurgico può essere effettuato prima di conoscere la natura esatta del nodulo, con l’obiettivo di chiarire la situazione attraverso un ulteriore esame. «Il nodulo potrebbe essere così piccolo o in posizione troppo profonda da non poter essere raggiunto dall’ago», ha spiegato, aggiungendo che in questi casi si procede con un intervento e si attende il risultato dell’esame istologico. Il professor Cognetti ha anche sottolineato che la presenza di un nodulo isolato e ben localizzato potrebbe indicare una prognosi favorevole, anche se il nodulo è maligno. «La localizzazione e la dimensione del nodulo sono fattori importanti per valutare la situazione», ha detto, ricordando che la diagnosi precoce è un elemento chiave per un intervento efficace.
Screening e consigli per i fumatori
Cognetti ha anche parlato del ruolo del screening nella diagnosi precoce delle neoplasie polmonari. «Consigliamo ai forti fumatori di sottoporsi periodicamente a una tc spirale del polmone, anche se hanno smesso di fumare», ha spiegato. L’esame, pur non richiedendo un mezzo di contrasto, è in grado di rilevare noduli in fase molto precoce. «Non ci sono indicazioni per uno screening alla cieca in soggetti che non abbiano fumato o lo hanno fatto in modo sporadico, ma per i forti fumatori sì», ha concluso. La situazione del Papa, quindi, appare come un caso in cui la diagnosi precoce e l’approccio tempestivo potrebbero portare a un esito favorevole, anche in caso di nodulo maligno. L’oncologo ha ribadito che, senza ulteriori dati, non è possibile dare una diagnosi definitiva, ma la prognosi rimane ottimistica.



