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lunedì 12 Ottobre 2026

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La mappa globale delle migrazioni animali nasce da un congresso internazionale a Vasto

Nasce la mappa mondiale delle migrazioni animali, con dati su migliaia di rotte e su 300 specie.

Da Vasto, in Abruzzo, è nata la mappa globale delle migrazioni animali, un progetto che unisce dati scientifici, tecnologie moderne e collaborazioni internazionali. L’evento, presentato durante un congresso internazionale, ha visto la partecipazione di una trentina di esperti, coordinati sotto l’egida della Convenzione ONU sulle specie migratrici (Cms), firmata nel 1979. L’obiettivo è creare un portale online che raccolga migliaia di rotte, da quelle degli uccelli a quelle degli insetti, e che aiuti a proteggere gli habitat e a mitigare i rischi per gli animali in movimento.

Un’idea nata da un congresso internazionale

La sfida è partita da Vasto con un congresso internazionale, il primo del genere, organizzato in collaborazione tra la Bio Cantina Sociale Orsogna, la cooperativa Cogecstre di Penne e il Programma ONU per l’Ambiente (Unep). L’evento ha visto l’intervento di Dagmar Zíková, del segretariato Cms, che ha sottolineato come, da quando la Convenzione fu sottoscritta, gli animali migratori si sono confrontati con gravi problemi: la perdita degli habitat, i mutamenti climatici e l’influenza aviaria. Questi fattori hanno impattato negativamente sulla capacità degli animali di alimentarsi e di trovare luoghi sicuri. Il portale online avrà tre compiti principali: armonizzare le norme dei Paesi attraversati, individuare i fattori di rischio, come le infrastrutture energetiche e i trasporti, e geolocalizzare i territori più ospitali, a partire da aree protette e habitat integri. L’obiettivo è creare una mappa che non solo racconti le migrazioni, ma anche aiuti a proteggerle.

Un atlante che unisce dati e tecnologie

Entro un anno sarà completato un Atlante mondiale delle migrazioni animali, che integrerà dati già esistenti, come l’Atlante euro-africano citato dall’ornitologo Fernando Spina, consigliere Cms. Questo atlante, basato su 113 anni di studi e su oltre 40 milioni di dati su 300 specie, servirà per prendere decisioni informate sulle specie migratrici. Per le decisioni sulle specie migratrici servono informazioni chiare sulle rotte principali e sui luoghi in cui si concentrano gli esemplari, nello spazio e nel tempo.

La mappa include anche storie di animali in viaggio, come la sterna artica, che nidifica all’estremo nord e sverna in Antartide. L’uccello, però, non è l’unico a fare viaggi estremi: la pittima minore sorvola l’oceano per otto giorni senza sosta dall’Alaska, prima di ripartire verso il Fiume Giallo. «Questi viaggi sono incredibili, ma purtroppo negli ultimi 40 anni abbiamo perso il 40% delle tortore e circa l’80% dei cuculi», ha avvertito Franz Bairlein, del Vogelwarte Helgoland di Wilhelmshaven.

Camillo Zulli, direttore della Bio Cantina, ha ricordato che gli insetti sono circa il 70% di tutte le specie e sono cibo essenziale per i migratori. «Oggi il loro declino è due volte superiore a quello dei vertebrati – dice – e ne sono causa anche pesticidi ed erbicidi». E c’entra anche il vino, come ha spiegato Zulli, che ha sottolineato l’importanza del settore agricolo nella conservazione degli habitat. La mappa globale delle migrazioni animali rappresenta un passo avanti per la conservazione e la protezione delle specie in movimento. Con l’aiuto delle nuove tecnologie, il progetto si propone di creare una rete di dati che possa supportare politiche e azioni concrete per salvaguardare gli animali migratori e i loro habitat.

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