Il confronto tra il Buono postale Premium al tasso del 3,25% e il BOT al 3,174% si svolge in un contesto di elevata liquidità e tassi di interesse in crescita. Entrambi i prodotti offrono garanzia sovrana, ma differiscono in termini di rischio, costi e accesso. Il Buono postale Premium, emesso da Cassa Depositi e Prestiti, garantisce un rendimento lordo del 3,25% su un periodo di 12 mesi, mentre il BOT, emesso dal Tesoro italiano, offre un rendimento del 3,174% con un prezzo di acquisto a 96,88 centesimi. La scelta dipende da fattori come la liquidità disponibile, i costi di gestione e la strategia di investimento.
rendimento e costi: il vantaggio del Buono postale Premium
Il Buono postale Premium si distingue per un tasso di interesse più elevato rispetto al BOT, con un rendimento lordo del 3,25% e un coefficiente di montante netto del 1,02843750. Questo significa che su un investimento di 1.000 €, il guadagno netto è di 28,437 €, mentre su 10.000 € si arriva a 284,375 €. Il vantaggio è ulteriore se si considerano i costi di gestione, che sono assenti per il Buono postale, a differenza del BOT, che prevede costi attivi bancari e la necessità di completare un questionario Mifid.
Il Buono postale Premium non richiede la profilazione Mifid, riducendo i costi di gestione.
Un altro aspetto chiave è la liquidità. Il Buono postale è accessibile solo a chi ha apportato nuova liquidità (NL) entro il 5 novembre 2026, mentre il BOT è aperto a tutti i risparmiatori. Questo vincolo limita l’accesso al Buono postale, ma offre un rendimento maggiore e una gestione più semplice. Inoltre, il Buono postale non espone al rischio di mercato, poiché non ha un mercato secondario e il prezzo è fisso.
rischi e limiti: il BOT come alternativa
Il BOT, pur offrendo un tasso di rendimento leggermente inferiore, presenta alcuni vantaggi. Il prezzo di acquisto a 96,88 centesimi permette un rendimento effettivo del 3,174%, e il prodotto è accessibile a tutti i risparmiatori, senza limiti di liquidità. Tuttavia, il BOT espone al rischio di mercato, poiché il prezzo può variare in base alla domanda e all’offerta. Inoltre, il taglio minimo è di 1.000 €, e i costi di gestione, come il questionario Mifid e il dossier titoli, possono ridurre il rendimento netto.
Il BOT è più versatile ma presenta un rischio di mercato maggiore.
Un altro aspetto da considerare è la possibilità di rivendita anticipata. Il Buono postale non permette di ottenere interessi maturati in caso di disinvestimento anticipato, mentre il BOT, grazie al mercato secondario, può essere rivenduto a prezzi superiori al prezzo di acquisto. Questo rende il BOT più flessibile, ma anche più complesso da gestire.
scelta strategica: quando conviene il Buono postale e quando il BOT
La scelta tra Buono postale Premium e BOT dipende da diversi fattori. Se si dispone di una liquidità limitata e si cerca un rendimento elevato senza costi di gestione, il Buono postale è la soluzione ideale. Tuttavia, se si ha un capitale significativo e si preferisce un prodotto più versatile, il BOT potrebbe essere la scelta migliore. Inoltre, il Buono postale è adatto a chi ha apportato nuova liquidità entro il 5 novembre 2026, mentre il BOT è accessibile a tutti i risparmiatori. Entrambi i prodotti offrono garanzia sovrana e sono regolamentati da normative fiscali simili. Tuttavia, il Buono postale si distingue per un rendimento maggiore e una gestione più semplice, mentre il BOT si rivela più flessibile ma con un rischio di mercato maggiore. La decisione finale dipende quindi dalle esigenze specifiche del risparmiatore e dalla strategia di investimento.



