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martedì 13 Ottobre 2026

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Digger e il ritorno dei film delle sei, come Temptation Island

Il cinema torna a interessare con “Digger”, dopo anni di declino, e riaccende il dibattito su film delle sei e film delle nove.

Il cinema, dopo anni di declino, sembra tornare a interessare con l’arrivo di “Digger”, diretto da Alejandro González Iñárritu, in sala dal 1° ottobre. Il film, che si colloca tra i “film delle sei” – quelli che si vedono in pomeriggio e suscitano dibattiti – ha riportato un interesse inaspettato, come se il pubblico avesse smesso di considerare l’andare al cinema una pratica normale. La discussione su “Digger” ha riportato alla luce un fenomeno che sembrava ormai scomparso: il bisticcio tra film delle sei e film delle nove, come “Temptation Island”, che un tempo occupava spazi importanti nella cultura popolare.

La tassonomia di Lane e il cinema delle sei

Anthony Lane, critico cinematografico del New Yorker, aveva codificato una tassonomia del cinema in cui si distinguono i film delle sei e quelli delle nove. Secondo lui, i primi sono quelli che si vedono in pomeriggio, spesso con amici, e che suscitano dibattiti, mentre i secondi sono quelli che si guardano in serata, in solitudine, e che si apprezzano per la loro profondità. «A voce alta» è un film da nove di sera che pensa d’essere un film da sei di pomeriggio, mentre «Ricomincio da capo» è il contrario. Questa distinzione, che sembrava un’osservazione di nicchia, è tornata a interessare il pubblico, come se il cinema avesse trovato un nuovo modo di coinvolgere.

Il declino dell’abitudine di andare al cinema sembrava irreversibile, ma negli ultimi anni sono arrivati film come “The Social Reckoning” e persino “L’Odissea”, che hanno riacceso il dibattito. La gente, che una volta andava al cinema per discutere di film, ora lo fa per cercare un’esperienza unica, come se il cinema fosse tornato a essere un luogo di incontro e di confronto. «Torni a casa dal lavoro, mangi qualcosa al volo, vai al cinema, e ti godi lo spettacolo», scriveva Lane. E dopo, che è il dettaglio che fa la differenza, vai a dormire. Questo ritmo, che una volta era normale, oggi sembra riacquistare un senso.

Il cinema, dopo anni di declino, sembra tornare a interessare, come se il pubblico avesse smesso di considerare l’andare al cinema una pratica normale.

Il dibattito e la cultura pop

Il dibattito su “Digger” ha riportato alla luce un fenomeno che sembrava ormai scomparso: il bisticcio tra film delle sei e film delle nove, come “Temptation Island”, che un tempo occupava spazi importanti nella cultura popolare. «Persino di “The Social Reckoning”, per quanto non piaccia a nessuno, ci sono cose da dire», scrive l’autore, che ha discusso del film con un Luminario Culturale di riferimento. «Io e lui non riusciamo a convenire sulla ragione della sbagliatezza di Jeremy Strong: per lui è un limite di scrittura, per me della sua faccia». Questo dibattito, che una volta era normale, oggi sembra riacquistare un senso.

La gente, però, non è più abituata a quei piccoli inconvenienti di quando si va al cinema. «Ne avrai bisogno perché, se tutto va secondo i piani, passerai la seconda metà della serata a ribaltare il film, il suo impatto e il suo senso, da un lato e dall’altro», scriveva Lane. Eppure, nonostante le critiche, il cinema sembra tornare a interessare, come se il pubblico avesse smesso di considerare l’andare al cinema una pratica normale. «Era dal 2010 che, della gente che non va al cinema, non pensavo: poverini», scrive l’autore, che ha visto un rinnovato interesse per i film delle sei.

Il cinema, dopo anni di declino, sembra tornare a interessare, come se il pubblico avesse smesso di considerare l’andare al cinema una pratica normale.

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