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martedì 13 Ottobre 2026

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Valérie Daou: il coraggio di amare in un mondo segnato da guerra e incertezze

Valérie Daou, psicoterapeuta, parla del coraggio di amare in un mondo segnato da guerra e incertezze.

Valérie Daou, psicoterapeuta familiare e professoressa all’Université Saint-Joseph di Beirut, ha parlato in un’intervista con i media vaticani del tema del coraggio di amare in un mondo segnato da guerra e incertezze. La psicologa, che lavora anche con prigionieri di guerra, ha sottolineato come la famiglia, in contesti di conflitto, debba trovare strumenti per affrontare le sfide quotidiane. “Siamo in due ad affrontare quella paura. E questo fa la differenza”, ha detto, riferendosi al bisogno di connessione e sostegno reciproco.

La fragilità delle relazioni e il bisogno di dialogo

Daou ha sottolineato come la fragilità delle relazioni e l’incertezza del presente siano un tema centrale nella vita delle famiglie in zone di guerra. “Mi accorgo che la cosa più difficile riguarda le persone che si sentono giudicate”, ha spiegato, aggiungendo che questo impedisce loro di ascoltare la propria voce interiore. Quando le prime parole che si sentono sono una condanna, la conversazione rischia di interrompersi davvero. La psicologa ha sottolineato l’importanza di un dialogo aperto e sensibile, in grado di creare spazi di ascolto e comprensione.

La tecnologia permette di mantenere il legame anche a distanza

Un tema emerso durante l’intervista riguarda la possibilità di mantenere il legame familiare anche a distanza. Daou ha parlato del ruolo della tecnologia, come le consulenze online, che permettono alle famiglie di rimanere unite nonostante le emigrazioni forzate. “Ci sono genitori che rimangono lì mentre i figli si spostano in Canada, altri negli Stati Uniti. E allora rimane una domanda: come si fa a essere famiglia a distanza?” La psicologa ha visto in questa realtà una “grazia bellissima”, che permette di mantenere il legame nonostante la distanza.

La preparazione dei giovani e il coraggio di amare

Daou ha anche sottolineato come i giovani, pur informati, siano spesso poco preparati ad affrontare il mondo. “Di questi valori hanno bisogno i giovani, sempre più ‘informati’, o quantomeno con accesso a innumerevoli nozioni, ma poco preparati ad affrontare il mondo”, ha detto. Per loro, il coraggio di amare è una sfida, ma anche un’opportunità. “Penso che l’unica risposta sia la presenza: essere accanto a loro ed essere capaci di ascoltarli”, ha concluso Daou.

Un cammino fecondo, anche se non si raggiunge il risultato sperato

Daou ha sottolineato che il senso dell’incontro in corso, e della pastorale familiare della Chiesa, è quello di educare all’amore. “Seppur sempre più oscurato e meno ‘garantito’, resta ‘un cammino che può essere fecondo, anche quando non si riesce a raggiungere il risultato sperato’”, ha detto. Il messaggio che la psicologa vorrebbe trasmettere ai giovani seminaristi, ai sacerdoti e ai religiosi è di apertura e sensibilità. “È una realtà che si vive concretamente e alla quale bisogna sapersi aprire con delicatezza e sensibilità”, ha concluso.

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