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mercoledì 14 Ottobre 2026

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Ambiente

Basta pesticidi vietati: la mobilitazione contro Syngenta e il doppio standard

Mobilitazione contro Syngenta e il doppio standard del mercato dei pesticidi.

La mobilitazione contro Syngenta e il doppio standard del mercato dei pesticidi ha trovato nuovo impulso dopo la giornata internazionale contro i pesticidi del 3 ottobre, promossa da associazioni come “Soulèvements de la Terre” e sindacati degli agricoltori. L’obiettivo è mettere in luce le pratiche aziendali di Syngenta Group, multinazionale svizzera leader nella vendita di pesticidi, con il 22% delle quote del mercato mondiale. L’azienda, accusata di produrre e esportare pesticidi vietati in Europa, è al centro di un dibattito che coinvolge salute, ambiente e sostenibilità.

Un doppio standard nel mercato dei pesticidi

La manifestazione del 3 ottobre ha evidenziato come certi prodotti vietati in Europa, come il diquat, vengano fabbricati e esportati in paesi dove le normative sono meno stringenti. Questo fenomeno ha suscitato preoccupazioni per i rischi per la salute e l’ambiente. L’uso di pesticidi, spesso nocivi, non solo danneggia la fertilità del suolo, ma anche le persone che li utilizzano, come dimostrato da diversi casi raccolti da collettivi come “cancer colère”.

La salute dei contadini e dei consumatori è a rischio.

Un esempio concreto è il caso di Valdemar Postanovicz, un agricoltore brasiliano che ha subito un’intossicazione da un erbicida a base di diquat, prodotto da Syngenta. L’incidente ha causato una paralisi della metà destra del suo corpo, e ha portato a una completa sospensione dell’uso del prodotto. L’organizzazione Public Eye ha documentato il caso in un articolo del dicembre 2024, sottolineando come la produzione di pesticidi vietati in Europa possa avere conseguenze gravi in altri contesti.

Un modello agricolo in crisi

La pratica di utilizzare pesticidi è legata a un modello agricolo che privilegia la monocultura e la massificazione delle produzioni. Questo sistema, pur garantendo un certo livello di rendimento, riduce la biodiversità e la fertilità del suolo. L’uso di pesticidi, spesso necessario per combattere parassiti in colture uniformi, ha conseguenze a lungo termine. Secondo Syngenta, il 20-40% delle piantagioni mondiali è distrutto dai parassiti, rendendo necessario l’uso di prodotti chimici.

La sostenibilità del modello attuale è in discussione.

Tuttavia, il dibattito non si limita alla difesa delle colture. L’uso di pesticidi, in combinazione con altre pratiche agricole, ha un impatto negativo sull’ambiente e sulla salute. La domanda che si pone la mobilitazione è se sia sostenibile continuare a produrre e vendere pesticidi vietati in Europa, e se non sia necessario vietarli anche in altri contesti. La risposta dipende da una revisione delle pratiche agricole, in favore di un’agricoltura rigenerativa che possa garantire l’approvvigionamento alimentare a lungo termine senza danneggiare l’ambiente. La mobilitazione ha anche aperto la porta a una partecipazione attiva dei lettori attraverso il programma “Sostenitore”, che permette di contribuire alla crescita del giornale. Chi diventa Sostenitore può partecipare a riunioni in diretta e accedere a un forum riservato, dove si possono condividere idee e notizie. L’obiettivo è creare una community attiva e impegnata nella difesa della salute e dell’ambiente.

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