Due farmacie sono state rapinate in quattro giorni a Rovigo, mettendo in allarme il settore commerciale e suscitando preoccupazione tra le attività situate alla periferia del centro storico. Le farmaciste, che operano in zone facilmente accessibili in auto, si sentono insicure e hanno espresso la necessità di un maggiore controllo da parte delle forze dell’ordine, addirittura ipotizzando l’intervento dell’esercito. La situazione, che ha già visto episodi simili almeno quindici anni fa, ha spinto le attività a rafforzare le misure di sicurezza e a organizzare procedure interne per gestire eventuali emergenze.
Le farmacie si sentono isolate e preoccupate
Chiara Modonesi, titolare della Farmacia Rhodigium di via Umberto I, ha spiegato che le attività intorno alla farmacia stanno chiudendo, creando un senso di isolamento. «Da una settima è chiusa anche l’edicola, e la sera rimaniamo completamente da sole in una strada ampia, che rappresenta una facile via di fuga verso l’esterno della città», ha raccontato. La paura si è intensificata dopo le recenti rapine, che hanno spinto le farmaciste a parlare di coinvolgimento delle forze dell’ordine, se non addirittura dell’esercito. La presenza delle forze dell’ordine è vista come un deterrente importante, soprattutto in un momento di tensione.
Cristina Rizzi, titolare di un’altra farmacia, ha ricordato che un episodio simile si è verificato almeno quindici anni fa. «Non si è trattato di una rapina, per fortuna, ma di un furto di medicinali. I ladri hanno sfondato il pavimento, sono entrati da lì e hanno svuotato tutta la cassettiera», ha spiegato. L’episodio ha suscitato preoccupazione anche per le attività vicine, come un negozio di prodotti per la casa. «C’è sempre un po’ di apprensione e facciamo in modo di non trovarci mai da sole», ha aggiunto Rizzi.
Un aumento della tensione e misure di sicurezza
La Farmacia Tre Colombine, di via Baruchello, ha verificato che il collegamento con la Questura fosse attivo e efficiente dopo la rapina avvenuta a Polesella. «Abbiamo organizzato un confronto interno con il nostro personale per stabilire come comportarsi in caso di emergenza. Al momento della chiusura siamo sempre almeno in quattro o cinque e non usciamo mai da soli», ha spiegato Francesca Borgna, responsabile della farmacia. La viabilità, che potrebbe costituire un deterrente per i malviventi, è vista come un elemento a favore, ma la situazione resta comunque preoccupante.
Rita Simeoni, titolare della Farmacia Sant’Ilario di via Antonio Gramsci, ha descritto una situazione ancora “gestibile”. «La popolazione è completamente cambiata, ma per il momento ci sentiamo abbastanza sicure. Adottiamo comunque tutte le precauzioni necessarie: cerchiamo di evitare di rimanere da sole nei momenti più critici e potenzialmente rischiosi e ci tuteliamo anche attraverso le telecamere di sorveglianza. La tensione è aumentata, ma le misure di sicurezza sono state rafforzate.



