Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

mercoledì 14 Ottobre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Cronaca

Frode processuale e revisione sentenza Stasi: il consulente dei Poggi spiega le criticità

Il consulente della famiglia Poggi commenta le accuse di frode processuale e la possibilità di revisione della sentenza di condanna a Stasi.

Garlasco, in un’intervista al consulente della famiglia Poggi, ha commentato le accuse di frode processuale rivolte ai Ris, sottolineando che non bastano dubbi e accuse, ma serve una sentenza di un giudice a confermarle. Dario Redaelli, esperto legale, ha spiegato come la questione potrebbe legarsi alla revisione della sentenza di condanna a 16 anni per Alberto Stasi, in base a una legge che permette di scalfire un verdetto in giudicato anche in presenza di frode processuale, purché accertata in un’aula di tribunale. Redaelli ha sottolineato che, nel corso dell’inchiesta della Procura di Pavia, è emersa una sola prova nuova: la presenza di DNA di Stasi sulla cannuccia dell’EstaThé e del DNA di Chiara Poggi sul piattino della colazione.

Le criticità sulla ricostruzione

Redaelli ha espresso una certa stima per i consulenti della Procura, Cattaneo e Berti, ma ha sottolineato che le loro interpretazioni non sono prove nuove, ma reinterpretazioni di elementi già noti con tecniche più moderne. Ha evidenziato criticità nella ricostruzione del crimine, in particolare sulla tesi che Chiara Poggi sia stata spinta e non gettata dalle scale, come aveva sostenuto il consulente Frattini nel 2007. Redaelli ha spiegato che le interpretazioni di Berti sono basate su tracce, ma non su dati oggettivi. Frattini, invece, è l’unico tra i consulenti ad aver visto le tracce dal vivo, e questo ha un impatto significativo sulla ricostruzione.

La difesa e le prove nuove

I legali dei Poggi hanno scelto di non presentare repliche alla Procura dopo la chiusura dell’inchiesta su Sempio, ma Redaelli ha preparato degli elaborati che potrebbero essere sottoposti al giudice dell’udienza preliminare, in particolare sulla scena del crimine. Redaelli ha chiarito che non è incaricato di difendere una sentenza di condanna, ma di partecipare a un’indagine per contribuire alla verità giuridica. Ha anche sottolineato che la frode processuale non può essere accertata senza un processo in aula, fino all’ultimo grado di giudizio.

Redaelli ha inoltre sottolineato che, sebbene siano emersi alcuni elementi nuovi, come il DNA di Stasi e di Chiara Poggi, non si può parlare di frode processuale senza una sentenza di un giudice. Ha espresso la sua convinzione che Alberto Marino, uno dei Ris coinvolti, non abbia confessato, e che quindi le accuse siano ancora in fase di valutazione. Redaelli ha concluso che i Ris, essendo carabinieri, hanno fatto un giuramento e non possono essere considerati responsabili senza prove concrete. La questione rimane aperta e dipende da ulteriori accertamenti, con l’obiettivo di raggiungere una verità giuridica completa e oggettiva.

  • Redaelli: consulente della famiglia Poggi
  • Prova nuova: DNA di Stasi e Chiara Poggi
  • Legge: revisione sentenza in caso di frode processuale

Leggi anche