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mercoledì 14 Ottobre 2026

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Maglificio Sociale: formazione e lavoro per donne disoccupate in Pistoia

In Pistoia nasce il Maglificio Sociale, un progetto per formare e inserire nel lavoro donne disoccupate.

Il Maglificio Sociale, un progetto nato per offrire formazione e lavoro a donne disoccupate, ha visto luce nei giorni scorsi a Pistoia. Presentato dalla vicesindaca Stefania Nesi, insieme ai rappresentanti delle realtà promotrici, il progetto si propone di coniugare tradizione artigianale, inclusione sociale e nuove opportunità occupazionali. L’iniziativa, promossa da Rifò e dalla Cooperativa Sociale Manusa, punta a recuperare competenze artigianali in via di estinzione e a creare percorsi di riscatto per donne in cerca di lavoro.

Un modello virtuoso per il territorio

Il Maglificio Sociale si colloca all’interno di un modello virtuoso che unisce imprese, cooperazione sociale e servizi sociali. L’obiettivo è creare un ponte tra il mondo produttivo e le persone in difficoltà, valorizzando la responsabilità sociale d’impresa. «Fare rete tra realtà produttive di territori diversi è un passo importante per il nostro sviluppo», ha sottolineato la vicesindaca Nesi. L’iniziativa si colloca all’interno del tessuto economico pistoiese e del distretto tessile pratese, con l’obiettivo di preservare il patrimonio artigianale e di offrire nuove prospettive occupazionali. Il progetto si basa su una rete che unisce imprese, cooperazione sociale e istituzioni. Rifò, nel ruolo di coordinatore e cofinanziatore, e Manusa, insieme a Intrecci Cooperativa Sociale, Adecco e Fondazione Opera Santa Rita, collaborano alla selezione, alla formazione e all’inserimento lavorativo delle partecipanti. L’obiettivo è arrivare a confezionare oltre 100mila capi all’anno e creare almeno cinque nuovi posti di lavoro stabili entro il 2027.

Formazione e lavoro per nove donne

Il progetto prevede percorsi formativi retribuiti, rivolti a nove donne disoccupate, che potranno acquisire competenze specialistiche nel rimaglio e nel rammendo. La formazione, che dura complessivamente 180 ore, è supportata da sei maglifici del territorio, tra cui FMF, ITES, Anapurna, Maglificio Bartolini e Bonaparte. L’obiettivo è trasformare queste competenze in opportunità professionali concreti. Al termine del percorso, con l’inizio del 2027, almeno due delle nove donne saranno assunte dalla Cooperativa Sociale Manusa, mentre per le altre saranno attivati percorsi di orientamento verso aziende del distretto.

Il Maglificio Sociale si propone come un’esperienza unica, in cui sostenibilità etica e produzione industriale di qualità camminano di pari passo. «Non si tratta di un’iniziativa astratta, ma di un riscontro tangibile a un’offerta lavorativa reale e fortemente richiesta dal mercato», ha sottolineato Niccolò Cipriani, fondatore di Rifò. L’iniziativa ha raccolto un sostegno economico iniziale di 125mila euro grazie ai contributi di Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, Gucci e Rifò.

Quando sarà a regime, il Maglificio Sociale avrà sede a Pistoia, in via dei Salici 5, presso la Cooperativa Sociale Manusa, che si occuperà della gestione del laboratorio e dell’accompagnamento delle lavoratrici. La struttura potrà contare su un tutor sociale, due maestri rammagliatori esperti e due figure formate attraverso il progetto. L’iniziativa ha visto la collaborazione di un gruppo di donne provenienti da Paesi diversi, unite da una grande voglia di riscatto. «Una bella occasione per perseguire la mission di Manusa: coniugare il recupero dell’artigianato tessile con valori etici e sociali creando percorsi di riscatto sociale», ha evidenziato Silvia Gentili, presidente di Manusa. Il Maglificio Sociale rappresenta un passo fondamentale per il territorio, dimostrando che il lavoro e la sostenibilità possono convivere in modo concreto e significativo.

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