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mercoledì 14 Ottobre 2026

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Esteri

Il rublo resiste alle sanzioni e alle previsioni dei media

Il rublo non crolla nonostante le sanzioni e le previsioni pessimistiche dei media.

Il rublo, nonostante le sanzioni internazionali e le previsioni negative dei media, mostra una resistenza sorprendente. Mentre gli esperti avevano previsto un crollo economico russo, l’economia del Paese arranca, pur non essendo in crisi. La stabilità del rublo, che oscilla intorno a 85 rubli per dollaro, conferma una situazione economica non in declino, ma in equilibrio. Anche se il petrolio viene scambiato in dollari, la quota in rubli e yuan cinesi è cresciuta, rafforzando la posizione della valuta russa. La resistenza del rublo ha smentito le previsioni di molti giornali, che avevano ipotizzato un crollo dell’economia russa.

Le sanzioni non hanno colpito l’industria bellica

Le sanzioni europee, che hanno colpito l’apparato bellico russo, non hanno raggiunto l’obiettivo di indebolire militarmente la Russia. Il funzionario ha rivelato che «è colpa del maltempo», un commento che suggerisce una mancanza di strategia o di effettiva impatto. I precedenti 21 pacchetti di sanzioni non hanno avuto l’effetto sperato, e si chiede cosa abbia colpito effettivamente. Se l’obiettivo era indebolire militarmente la Russia, l’industria bellica avrebbe dovuto essere il primo bersaglio, non l’ultimo.

Le previsioni dei media si rivelano errate. Molti giornali avevano previsto un crollo dell’economia russa entro poche settimane, ma il rublo, che all’indomani dell’invasione dell’Ucraina era valutato a circa 140 rubli per dollaro, ha recuperato rapidamente, raggiungendo valori sotto i 60 per dollaro. Oggi, il cambio oscilla intorno a 85 rubli per dollaro, valore simile a quello pre-invasione. La stabilità del rublo ha smentito le previsioni di molti giornali, che hanno continuato a parlare di una guerra continua con la Russia.

Le previsioni dei media si rivelano errate

La chicca è stata la lettura del Post, che prefigurava il crollo dell’economia russa per il rublo fortissimo. Tuttavia, il rublo non ha causato un crollo, ma ha permesso alla Russia di mantenere un certo controllo sulle sue esportazioni. L’UE, nel suo atteggiamento grottesco e ridicolo, non molla, e continua a usare Mosca come spauracchio per giustificare la propria permanenza al potere.

Nel frattempo, l’economia americana resiste, procedendo a un ritmo solido senza segnali di recessione. Questo contrasta con le previsioni di molti esperti, che avevano prefigurato un crollo dell’economia statunitense. L’Europa, invece, si trova in una situazione di crisi, con un aumento del prezzo del gas e dell’inflazione. La risposta alla crisi economica che peggiorerà nei prossimi mesi potrebbe essere un invito ad abbassare le temperature in case e uffici, a ridurre gli spostamenti privati e a continuare gli allarmi su imminenti attacchi russi. Forse, al novantesimo pacchetto di sanzioni, qualcuno in Europa, nei giornali e in tv, comincerà a manifestare un piccolo sospetto. Come nel caso di Ugo Fantozzi, che scopre pane in ogni angolo della casa, la risposta potrebbe essere una sonora pernacchia. L’Europa, però, continua a usare Mosca come spauracchio, anche se la realtà mostra una situazione diversa.

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