Le spaccate, furti con violenza che danneggiano vetrine e strutture, rappresentano un problema crescente per le imprese del commercio e dei pubblici esercizi. Secondo un’indagine di Confcommercio, un’impresa su tre ha già subito un episodio di spaccata, mentre una su due teme di subirne uno nei prossimi mesi. Il fenomeno, percepito in aumento nel 2026, ha portato a un incremento del 38,9% rispetto a dati precedenti, con un impatto significativo sulla sicurezza e sulla vivibilità delle aree commerciali.
Le spaccate avvengono per l’85% quando l’attività è chiusa al pubblico, ma si verificano anche durante l’apertura. Il 51,7% degli imprenditori è a conoscenza di episodi di spaccate ai danni di colleghi nella propria zona. L’82,3% delle imprese possiede una polizza assicurativa che copre i danni derivanti da spaccate, ma il problema non si limita ai danni economici: il 26,1% delle attività commerciali segnala un peggioramento della vivibilità del quartiere, in prevalenza per episodi di microcriminalità e atti vandalici.
Investimenti in sicurezza e misure adottate
Il 42,4% degli imprenditori ha investito risorse extra per migliorare la sicurezza del negozio, soprattutto in videosorveglianza (74,6%), vigilanza privata (29,8%) e serrande o porte blindate (29,5%). La spesa media sostenuta per questi interventi è di circa 2.950 euro. L’82,3% delle imprese possiede una polizza assicurativa, ma il problema richiede una risposta congiunta tra imprese, autorità locali e istituzioni.
La sicurezza, secondo i dati, è un bene collettivo e i suoi costi non possono ricadere soltanto sulle imprese. Servono più prevenzione, una presenza più capillare delle forze dell’ordine e incentivi per gli investimenti in sicurezza. La Vice Presidente di Confcommercio, Patrizia Di Dio, ha sottolineato che “dietro questa parola ci sono furti che provocano danni spesso sproporzionati rispetto al valore della refurtiva: vetrine distrutte, costose riparazioni e attività da rimettere in condizioni di lavorare”. La preoccupazione degli imprenditori è legata non solo al rischio economico, ma anche al senso di vulnerabilità e alla riduzione della vivibilità delle città.
Le soluzioni richieste
Le misure ritenute più efficaci per garantire la sicurezza del territorio sono la videosorveglianza (49,7%) e la maggiore presenza delle forze dell’ordine (42,3%). La quasi totalità delle attività commerciali (98,9%) concorda sulla previsione di bonus e agevolazioni fiscali per il miglioramento della sicurezza e di presidi di sicurezza, come la polizia di quartiere, nelle aree in cui c’è microcriminalità. Un’impresa su tre ha già subito una spaccata, e il 59,4% di queste è stato colpito due o più volte. Il 42,4% degli imprenditori ha investito in sicurezza, con un focus su videosorveglianza e sistemi di allarme. La videosorveglianza è la misura più adottata, ma la presenza delle forze dell’ordine è vista come essenziale per ridurre il rischio di episodi di microcriminalità.



