La band salernitana Banda Maje ha lanciato un nuovo progetto musicale intitolato “Costa Sud”, un lavoro che esplora il tema del cambiamento attraverso un sound fuso tra groove partenopeo e funk salmastro. Il progetto, nato da un’esperienza di ampiezza e profondità, si basa su una visione artistica che unisce tradizione e innovazione, radicata nella cultura campana e aperta al mondo. Il lavoro, realizzato in collaborazione con For Flies Records, è stato presentato come un’esperienza musicale unica, in cui il cambiamento non è solo un tema, ma un elemento chiave del linguaggio sonoro.
Un sound che si evolve
« Rispetto a Ufo Bar ci siamo amalgamati, il sound è diventato più organico », confida Peppe Maiellano, all’origine del progetto. L’album “Costa Sud” rappresenta un passo ulteriore rispetto all’esperienza iniziale, in cui la band ha già esplorato la fusione tra tradizione locale e cultura pop. Questa volta, il sound è più maturo, più strutturato, ma non meno spontaneo. La collaborazione con Andrea Fabrizii, arrangiatore influente nel panorama delle colonne sonore italiane e internazionali, ha permesso di ampliare il repertorio e di introdurre nuovi elementi stilistici, senza mai abbandonare le radici partenopee. La band, composta da una decina di musicisti, si muove tra Napoli e Salerno, unendo una passione sincera per la musica e una forte identità artistica. « Siamo al servizio l’uno dell’altro, anche negli arrangiamenti », spiega Maiellano. L’esperienza di lavoro è un processo collaborativo, in cui ogni elemento contribuisce al risultato finale. Il live rappresenta la liberazione di tutte le fatiche della sala prove, un momento in cui le emozioni si amplificano e i pezzi si dilatano, grazie all’energia degli spettatori.
La Baia come crocevia di culture
La seconda traccia dell’album, “Baia”, è un omaggio alla spiaggia urbana che, prima della costruzione del porto commerciale, era considerata l’ingresso naturale della costiera amalfitana. « Quando hai poco tempo, vai alla Baia: è sempre un’esperienza, un crocevia di culture », spiega Francesco Cirillo, parte del nucleo storico della band. La Baia, circondata da degrado urbano ma a due passi dall’incanto della costiera, rappresenta un simbolo di conflitto e di bellezza, di tradizione e di modernità. È qui che si fondono le storie di una comunità in evoluzione, in cui il cambiamento non è mai un evento negativo, ma una forma di crescita.
La varietà di atmosfere riflette la profondità del loro linguaggio sonoro, plasmato dai vicoli stretti pieni di vita, dell’amore incondizionato per la canzone napoletana, per le colonne sonore italiane, per i B-movies e per la saga dei contrabbandieri di sigarette. Il cambiamento, per i Banda Maje, non è solo un tema, ma un’esperienza di vita. È un atto liberatorio, un processo di crescita, un modo per evolvere senza mai restare fermi.
Il cambiamento non è mai un evento negativo, ma una forma di crescita.
« Ci auguriamo che questi ascolti possano essere di ispirazione soprattutto a chi sta affrontando un cambiamento importante nella propria vita », concludono i Banda Maje. L’album, realizzato con un 45 giri a tiratura limitatissima, è stato confezionato a mano con la carta del pane e lo spago, un simbolo di semplicità e di autenticità. Il progetto è stato introdotto con un messaggio a tema degli adorati Squallor, che nel loro album “Cambiamento” del 1994 descrissero in maniera geniale e dissacrante la fine della prima Repubblica e l’avvento dell’era berlusconiana.
La visione caustica e disincantata di Ennio Flaiano, che già negli anni ’50 ricordava che « la situazione politica in Italia è grave ma non è seria », è in linea con l’approccio della band. Il cambiamento, per i Banda Maje, non è solo un tema, ma un’esperienza di vita. È un atto liberatorio, un processo di crescita, un modo per evolvere senza mai restare fermi. L’album “Costa Sud” è un invito a guardare al cambiamento con curiosità, con rispetto, con l’idea che ogni transizione possa portare a nuove possibilità. La musica, come sempre, è il mezzo per esprimerlo, per condividerlo, per farlo sentire.



