Vitaliano Papillo, presidente del Gal Terre Vibonesi, ha presentato un piano di sviluppo per il territorio vibonese basato su innovazione tecnologica, tutela del lavoro e accesso ai fondi europei. L’intervento, tenuto durante un evento a Francavilla Angitola, ha messo in luce l’importanza di un approccio integrato per il rilancio delle aree interne e la valorizzazione del patrimonio locale. L’obiettivo è creare posti di lavoro stabili, servizi di prossimità e una forte identità territoriale in grado di competere sui mercati nazionali e internazionali.
tecnologia al servizio del territorio
La trasformazione tecnologica dei borghi rurali si è concretizzata attraverso l’insediamento di startup innovative che hanno introdotto i droni per l’agricoltura di precisione, sviluppato strumenti digitali per l’accesso ai mercati globali e creato laboratori artigianali in cui la tradizione manifatturiera locale si sposa con le tecnologie di produzione avanzate. Attraverso il sostegno del Gal, il territorio vibonese ha visto l’affermarsi di un dinamismo che smentisce i cliché sull’inattività delle nuove generazioni. Il piano mira a trasformare gli investimenti in posti di lavoro stabili e una forte identità territoriale. L’obiettivo è superare la mera erogazione di contributi per creare un modello di sviluppo sostenibile, in cui le imprese locali si integrano con le risorse naturali e culturali del territorio.
lavoro dignitoso e tutela delle comunità
Un capitolo centrale del piano riguarda la tutela dell’occupazione e il rispetto delle regole nel mondo del lavoro. Papillo ha sottolineato che non vi può essere reale qualità dell’accoglienza o del prodotto finale se essa non si fonda su condizioni lavorative adeguate: garanzia di retribuzioni dignitose, percorsi di formazione continua e massimi standard di sicurezza sul lavoro. L’obiettivo è trattenere le competenze sul territorio offrendo prospettive professionali certe e durature. Il riconoscimento della Doc “Costa degli Dei” rappresenta un traguardo storico per i viticoltori locali. Questo risultato, frutto di un intenso lavoro corale, garantirà maggiore riconoscibilità ai prodotti vitivinicoli sulle vetrine internazionali, rafforzando la reputazione condivisa delle Terre Vibonesi in stretta sinergia con il Marchio Territoriale.
Lo sviluppo economico delle aree interne è indissolubilmente legato alla tenuta sociale dei piccoli Comuni. Abitare e fare impresa nei borghi dell’entroterra richiede un’infrastruttura di servizi essenziali indispensabili per la vita quotidiana delle famiglie e la competitività delle aziende. Papillo ha sottolineato l’importanza di reti di cooperazione che travalicano i confini provinciali e regionali, come l’adesione alla rete Ruralab Calabria e la costruzione del Bio-distretto delle Serre e degli Altipiani.
Il piano di azione locale (PAL 2023-2027), intitolato “Ruralità e Identità”, punta a valorizzare le risorse agricole e naturali attraverso il nuovo Marchio di Qualità Territoriale delle Terre Vibonesi. Questo marchio, concepito come un vero e proprio “patto di territorio”, stringe in un’unica rete produttori agricoli, trasformatori, artigiani, ristoratori, operatori dell’accoglienza ed enti locali. L’obiettivo è distribuire valore economico sull’intero comprensorio, portando ricchezza a chi vi opera. Papillo ha lanciato un appello all’unità tra gli attori locali per costruire una responsabilità condivisa. L’obiettivo finale è fare in modo che i ragazzi delle Terre Vibonesi non debbano più porsi il problema di dover emigrare per realizzarsi, ma possano rispondere che il loro futuro è qui.



