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giovedì 15 Ottobre 2026

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Economia

Musk, l’uomo più ricco del mondo che non crede nella filantropia

Elon Musk, il più ricco del mondo, gestisce una fondazione filantropica ma non crede nella beneficenza.

Elon Musk, il più ricco del mondo, è a capo di una delle fondazioni filantropiche più grandi degli Stati Uniti, ma non crede nella beneficenza. La Musk Foundation, con un patrimonio stimato in quattordici miliardi di dollari, è tra le più importanti del mondo, ma il suo fondatore la definisce «una sciocchezza». Musk, 55 anni, non solo critica chi pratica la filantropia, ma sembra destinare gran parte delle donazioni a organizzazioni legate ai suoi interessi imprenditoriali. La sua visione della beneficenza è radicata in un approccio pragmatico, in cui il valore reale si misura non solo in dollari donati, ma in innovazioni come le auto elettriche di Tesla o i satelliti Starlink.

Un modello di filantropia non convenzionale

La Musk Foundation, pur essendo una delle più grandi fondazioni filantropiche degli Stati Uniti, si distingue per un approccio non convenzionale. Secondo i dati più aggiornati, il patrimonio della fondazione è di circa 14,7 miliardi di dollari, in crescita rispetto ai 9,5 miliardi del 2023. Tuttavia, il modo in cui i fondi vengono utilizzati non è sempre allineato con le aspettative tradizionali della filantropia. Musk ha spesso sostenuto che il suo contributo all’umanità non si trova nelle opere di bene, ma nelle tecnologie che sviluppa, come le auto elettriche di Tesla o i satelliti Starlink. Questo atteggiamento ha portato a una gestione delle donazioni che, sebbene legale, suscita dibattiti su eticità e trasparenza.

La fondazione è gestita da un team di tre persone, che dedicano in media due ore a settimana al lavoro. Musk, il capo del suo family office Jared Birchall e una sua assistente, Matilda Simon, sono i soli responsabili della gestione. Questa scarsa attenzione al lavoro quotidiano ha reso difficile per gli esterni entrare in contatto con la fondazione, che non prende in considerazione chi si propone per essere finanziato senza un legame personale con un membro della famiglia o una visibilità all’interno delle reti in cui fluiscono le erogazioni.

Donazioni legate a interessi imprenditoriali

Una delle donazioni più consistenti, ben cinquantacinque milioni di dollari, risale al 2021 e era destinata a un ospedale pediatrico. La somma è stata utilizzata per finanziare una missione di SpaceX, in cui Jared Isaacman, un miliardario che ha finanziato una missione spaziale, ha partecipato prima di essere nominato da Trump a capo della NASA. Altri fondi sono stati destinati a non profit legate alla zona di Boca Chica, in Texas, dove erano precipitati i detriti del razzo Starship SN11 esploso nel 2021. Inoltre, 2,1 milioni di dollari sono finiti allo Scroll Prize, una competizione per decifrare i papiri di Ercolano carbonizzati dall’eruzione del Vesuvio, vinta anche dall’ingegnere Luke Farritor, uno dei cosiddetti «ragazzi del DOGE».

La fondazione si avvale di meccanismi fiscali per ridurre le tasse. In cambio delle agevolazioni, i filantropi si impegnano a distribuire ogni anno il cinque per cento del patrimonio, con una tolleranza di un altro anno per recuperare eventuali mancate donazioni. Secondo il New York Times, la fondazione ne ha usufruito per quattro anni consecutivi, con un debito di quattrocento milioni di dollari a fine 2024. Inoltre, un decimo del miliardo di dollari donato tra il 2020 e il 2024 è andato a Fidelity Charitable e Vanguard Charitable, intermediari che gestiscono i cosiddetti DAF, delle scatole cinesi della beneficenza.

La Musk Foundation non è solo un esempio di filantropia non convenzionale, ma anche di un modello che mette in discussione i tradizionali canali di donazione. Sebbene Musk non creda nella filantropia come la maggior parte delle persone la concepisce, il suo approccio ha portato a una gestione delle donazioni che, sebbene legale, suscita dibattiti su eticità e trasparenza. La sua visione della beneficenza è radicata in un’idea di valore che non si misura solo in dollari donati, ma in innovazioni e impatto reale sul mondo.

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