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giovedì 15 Ottobre 2026

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Esteri

Russia-Ucraina, Fabbri: «Il rischio escalation è reale. Il casus belli può emergere da qualsiasi minaccia»

Fabbri sottolinea il rischio di escalation nel conflitto Russia-Ucraina, con minacce e sconfinamenti come possibili scatenanti.

Il rischio di escalation nel conflitto tra Russia e Ucraina è reale, secondo Dario Fabbri, direttore di «Domino». Il giornalista ha sottolineato come il «casus belli» possa emergere da qualsiasi minaccia o sconfinamento, un rischio che si fa più concreto in un contesto di tensioni crescenti. Fabbri ha analizzato gli ultimi sviluppi del conflitto, mettendo in luce l’atteggiamento di Mosca e il ruolo di Donald Trump, che ha riacquistato un peso politico con un accordo controverso con la Russia.

La strategia russa e la stanchezza europea

Secondo Fabbri, la Russia punta su una strategia volta a sfruttare la stanchezza delle opinioni pubbliche in Europa. «Mosca porta avanti sconfinamenti, alzamenti di tono dialettico, minacce con risposte e contro-risposte», ha spiegato il giornalista. Questo atteggiamento, purtroppo, è considerato «molto pericoloso» perché, come ha sottolineato, «non solo la storia ma anche la cronaca insegnano che un casus belli può emergere da qualsiasi minaccia». Il rischio di un conflitto più ampio, con incidenti che alimentano l’escalation, è quindi un’ipotesi non da escludere.

Il ruolo di Trump e il controllo su Zelensky

Dall’altra parte, Donald Trump ha esercitato un’influenza significativa sulle dinamiche del conflitto. Fabbri ha sottolineato come il presidente USA abbia «chiuso un accordo controverso con la Russia restituendole di fatto un peso politico». Inoltre, Trump esercita un controllo diretto su Volodymyr Zelensky, «spegnendo e accendendo a comando i satelliti di Starlink decisivi per le operazioni di droni». Questo tipo di intervento, sebbene non diretto, ha un impatto non trascurabile sulle capacità militari ucraine. Un’altra componente del conflitto riguarda il comportamento di Putin, che, secondo Fabbri, «alza la voce sperando di ottenere ciò che non è riuscito a conquistare sul terreno». Questo atteggiamento, se non controllato, potrebbe portare a un aumento dell’escalation, con conseguenze imprevedibili per la regione e per il resto del mondo.

Per volontà degli Stati Uniti, è ripartito un negoziato molto ruvido tra le parti, ma Fabbri ha espresso la sua convinzione che «gli americani abbiano la necessità di congelare il conflitto e di avvicinare la Russia per toglierla alla Cina». Questa strategia, sebbene non sempre chiara, riflette una volontà di ridurre l’influenza cinese nel contesto geopolitico globale. Nonostante le tensioni, il rischio di escalation rimane un tema centrale, con il potenziale di incidenti che potrebbero scatenare un conflitto più ampio. Il ruolo di Trump, la strategia russa e la pressione americana si intrecciano in un contesto complesso, dove ogni mossa potrebbe avere conseguenze significative.

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