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giovedì 15 Ottobre 2026

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Esteri

La Santa Sede chiede disarmo immediato per la pace e la dignità umana

La Santa Sede invita a un disarmo immediato per garantire la pace e la dignità umana.

La Santa Sede ha ribadito durante i dibattiti dell’81.ma Assemblea Generale delle Nazioni Unite che il disarmo non è rinviabile, poiché rappresenta una priorità per la pace e la dignità umana. L’arcivescovo Christophe Z. El Kassis, osservatore permanente della Santa Sede presso l’ONU, ha sottolineato come il percorso di disarmo non possa essere visto come un’aspirazione astratta, ma come un impegno necessario per garantire il benessere delle persone e la stabilità globale. Il disarmo, ha affermato, non può essere rinviato in attesa che si presentino circostanze più favorevoli.

Disarmo e sviluppo umano

El Kassis ha sottolineato come il disarmo non solo contribuisca alla pace, ma sottragga risorse allo sviluppo umano integrale. In un momento in cui conflitti e divisioni stanno avvelenando le relazioni internazionali, il rappresentante vaticano ha ribadito che il disarmo è una base duratura per la pace. Il riarmo non garantisce la pace, ha affermato, e non deve essere visto come un prerequisito per il mantenimento della pace. L’arcivescovo ha anche ricordato che i più vulnerabili sono i primi a subire le conseguenze dei conflitti.

La Santa Sede ha chiesto un’azione concreta per regolamentare lo sviluppo e l’uso dell’Intelligenza Artificiale, in particolare per quanto riguarda gli armamenti. El Kassis ha sottolineato che il progresso tecnologico deve sempre essere al servizio della persona umana e del bene comune, e non deve mai sminuire la responsabilità morale che accompagna le decisioni riguardanti la vita umana. L’osservatore vaticano ha anche appoggiato l’idea di uno strumento giuridicamente vincolante che stabilisca divieti relativi ai sistemi d’arma letali autonomi (LAWS) e garantisca la protezione dei civili e delle infrastrutture.

Povertà e sicurezza alimentare

Un tema centrale del dibattito è stato l’eliminazione della povertà e la sicurezza alimentare. El Kassis ha sottolineato che non si tratta solo di aumentare la produzione, ma di intervenire a monte affrontando le cause che ostacolano l’accesso al cibo. Ciò significa tradurre gli impegni relativi all’eliminazione della povertà e alla sicurezza alimentare in volontà politica e stanziare le risorse necessarie per raggiungere i più bisognosi. L’arcivescovo ha anche ricordato il paradosso per cui, nonostante si produca cibo a sufficienza per sfamare tutti, queste piaghe rimangono una realtà quotidiana per troppe persone. Conflitti, cambiamento climatico, strutture economiche inique e infrastrutture inadeguate sono tutti fattori che non garantiscono, in particolare i piccoli agricoltori. “È essenziale che la comunità internazionale ponga la dignità umana al centro del proprio operato”, ha concluso El Kassis. Il disarmo, ha ribadito, non può essere rinviato in attesa che si presentino circostanze più favorevoli.

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