La nuova sala da ballo della Casa Bianca, un progetto ambizioso voluto da Donald Trump, ha ricevuto contributi da aziende tecnologiche di alto livello, tra cui Apple e Nvidia, che hanno ciascuna versato 25 milioni di dollari. L’inchiesta del Washington Post ha reso pubblici i nomi e le cifre dei finanziatori del progetto, rivelando un network di donatori con interessi economici legati al governo. Nonostante Trump avesse dichiarato di voler contribuire personalmente al finanziamento, il presidente non compare nell’elenco dei donatori ottenuto dal quotidiano. La raccolta di fondi ha raggiunto 333 milioni di dollari, con almeno 77 milioni provenienti da donatori che hanno chiesto di mantenere l’anonimato.
Le aziende tecnologiche e i loro rapporti con Trump
La presenza di Apple e Nvidia tra i principali finanziatori è particolarmente significativa, considerando il ruolo delle due aziende nell’economia americana e i loro rapporti con l’amministrazione Trump. Apple dipende dalle decisioni di Washington sui dazi e sulle politiche commerciali, soprattutto nei confronti della Cina, dove si concentra una parte importante della sua catena produttiva. Nvidia, invece, è al centro delle restrizioni americane sull’esportazione dei semiconduttori più avanzati, fondamentali per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Il rapporto tra la Silicon Valley e Trump è cambiato profondamente rispetto al suo primo mandato, con i dirigenti delle maggiori aziende tecnologiche che hanno cercato di costruire un dialogo diretto con la nuova amministrazione, soprattutto sui temi dell’intelligenza artificiale, della regolamentazione e del commercio internazionale.
Altri finanziatori e interessi economici
La famiglia Adelson, una delle dinastie di finanziatori più importanti del partito repubblicano, e Charles Ergen, cofondatore di Dish Network, hanno ciascuno contribuito con 25 milioni di dollari. Per EchoStar, il gruppo di Charles Ergen, erano in gioco le licenze per le telecomunicazioni. Nel maggio 2025, la Federal Communications Commission ha aperto un’indagine e minacciato di revocare alcune licenze essenziali per l’azienda. L’indagine è stata chiusa a settembre, ma restava da autorizzare la vendita di alcune licenze ad AT&T. Ergen ha promesso 12,5 milioni alla sala da ballo nel dicembre 2025 e altri 12,5 nel febbraio 2026. Il via libera alla vendita è arrivato nel maggio 2026.
Altri finanziatori, come Rocket, hanno ricevuto autorizzazioni per l’acquisizione di società, precedendo la promessa di donazione. La Federal Housing Finance Agency ha approvato l’acquisizione della società di mutui Mr. Cooper da parte del gruppo nel 26 agosto 2025. Tre settimane dopo, una controllata di Rocket si è impegnata per dieci milioni alla sala da ballo, chiedendo l’anonimato. Rocket ha negato collegamenti e la Federal Trade Commission ha escluso favoritismi, ricordando di avere avviato, pochi giorni dopo la donazione, una causa antitrust contro Redfin, il portale immobiliare coinvolto nell’altra acquisizione del gruppo.
La figura di Isabela Trump e i contributi anonimi
A settembre, la figlia di Trump, Isabela, si è impegnata a versare 2,5 milioni per la sala da ballo; il 14 ottobre ha pagato una prima rata di 835 mila dollari. Almeno 77 milioni di dollari provengono da donatori che hanno chiesto di mantenere l’anonimato. Il Washington Post ha spiegato che le donazioni vengono raccolte dal Trust for the National Mall, un’organizzazione non profit, e trasferite al governo. Il denaro confluisce poi in un conto della Casa Bianca. Le non profit, ricorda il giornale, generalmente non devono pubblicare i nomi dei finanziatori. Inoltre, un accordo tra il Trust e il governo tutela l’anonimato nei limiti di legge e richiede l’autorizzazione scritta dello staff della residenza presidenziale per riconoscere pubblicamente i donatori.



