La madre di Mirco racconta la tragedia e la mancanza di rispetto
La madre di Mirco Garofano, ucciso a Roma il 31 gennaio scorso, ha espresso la sua profonda sofferenza e la sua convinzione che Andrea Stroppa, il conducente dell’auto coinvolta nell’incidente, abbia agito in modo grave. «Mio figlio è morto e lui non si è mai fatto sentire», ha detto Rossella Gismondi, parlando al Messaggero. L’incidente, avvenuto lungo via Filippo Fiorentini al Collatino, ha visto Mirco investito mentre attraversava la strada. L’auto procedeva a 94 chilometri orari, ben al di sopra del limite di 50 chilometri orari previsto per quel tratto.
Le ferite e la dinamica dell’incidente
Secondo la madre, le lesioni riportate da Mirco e la distanza a cui il corpo è stato sbalzato in aria indicano una dinamica di impatto non compatibile con una velocità inferiore. «Il suo corpo è stato sbalzato in aria ed è ricaduto a quasi dieci metri. Una scarpa è finita ancora più lontano, una scena straziante per chiunque», ha raccontato Rossella. La famiglia ha sottolineato che non hanno mai avuto dubbi sul fatto che il conduente corresse.
Non abbiamo mai avuto dubbi sul fatto che il conduente quella sera corresse.
La famiglia è accompagnata dagli avvocati Vito e Lucio Perugini, che seguono la richiesta di risarcimento in sede civile. «Nessun risarcimento potrà restituire una vita, ma la giustizia deve riconoscere il valore di quella perdita», ha spiegato l’avvocato. Non ha mai chiesto scusa, né ha cercato di mettersi in contatto con noi in alcun modo.
Andrea Stroppa, informatico e uomo di fiducia di Elon Musk in Italia, non ha mai contattato la famiglia per scusarsi né ha cercato di mettersi in contatto in alcun modo.
La madre ha espresso dubbi sul racconto di un testimone che ha affermato che Mirco sarebbe “sbucato dal nulla” mentre il semaforo pedonale era ancora rosso. «Siamo convinti che non sia andata così, perché Mirco era un ragazzo giudizioso e pacato. Non sarebbe mai passato con il rosso», ha sottolineato. Inoltre, ha sottolineato che il testimone stesso, che aveva indicato una velocità di 50 chilometri orari, potrebbe non essere attendibile. La famiglia spera in un processo giusto, soprattutto considerando che Andrea Stroppa è un personaggio famoso. «Speriamo che il conduente, essendo un personaggio famoso, non la faccia franca», ha detto Rossella. La procura di Roma ha chiuso le indagini nei confronti di Stroppa, ma la famiglia continua a credere nella gravità dell’incidente e nella necessità di una giustizia che riconosca il valore della vita persa.



