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venerdì 16 Ottobre 2026

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Salute

La salute mentale degli studenti richiede interventi concreti, non solo slogan o voucher

La salute mentale degli studenti non si risolve con slogan o voucher, ma con interventi concreti e stabili.

La salute mentale degli studenti non si tutela con i voucher e non si risolve con gli slogan. Mentre si ripete la promessa di “aiutare tutti”, in Italia si discute ancora se serva uno psicologo nelle scuole. Un emendamento alla legge di bilancio propone seicento psicologi a tempo pieno nelle scuole, con trenta milioni di euro per raggiungere mezzo milione di studenti nel 2027. La Lega propone due ore al mese obbligatorie di educazione psicologica in ogni classe, fino alla fine delle superiori, dedicate ad ascolto, confronto e prevenzione, per intercettare il disagio prima che possa trasformarsi in qualcosa di più grave.

Proposte e finanziamenti: un dibattito in movimento

Il ministro Valditara, invece, boccia l’idea del suo stesso partito, definendola “una sciocchezza”, e rivendica AscoltaMI: un voucher da duecentocinquanta euro per cinque colloqui online a studente, con una dotazione di 18,5 milioni di euro l’anno, che raggiungerebbe appena settantaquattromila studenti: uno su ventidue. Questo modello non garantisce continuità nell’ascolto e non risponde ai bisogni reali di intervento. Cinque colloqui, peraltro online, che nelle intenzioni del ministro dovrebbero funzionare da rete di sicurezza contro bullismo, violenza ed emarginazione: fenomeni che richiedono continuità, ascolto e conoscenza del contesto.

Il disagio, infatti, non si presenta su appuntamento e non scompare quando finisce il voucher. Il quadro è quello di buone intenzioni senza programmazione e con fondi drammaticamente insufficienti: nel 2025 solo una persona su cinquantasette ha avuto accesso a un sostegno psicologico gratuito, e lo Stato ha finanziato il bonus psicologo per appena 6.300 persone a fronte di trecentosessantamila domande. La mancanza di interventi stabili rischia di compromettere la salute mentale di un’intera generazione.

Un’alternativa concreta: psicologi a tempo pieno

Da «Diritto a Stare Bene» arriva una proposta che prova a spostare il focus: un emendamento alla prossima legge di bilancio chiede di superare voucher, sportelli e presenze occasionali per inserire stabilmente lo psicologo nella scuola. Il progetto prevede l’assunzione a tempo pieno di seicento psicologhe e psicologi, uno per ogni istituzione scolastica coinvolta, con almeno due terzi delle ore svolte in presenza, nelle classi e nei diversi plessi. Con una spesa di trenta milioni di euro, la misura consentirebbe di raggiungere nel 2027 mezzo milione di studenti.

Con questa logica, verrebbe da chiedersi se anche bullismo e violenza debbano essere archiviati come semplici litigi tra compagni. La nota di Pro Vita e Famiglia boccia la proposta, sostenendo che la scuola non è un ambulatorio e che i giovani non sono casi clinici né disturbi da correggere. L’obiettivo, spiega il promotore Armando Siri, è fornire agli studenti strumenti per la gestione delle emozioni, prevenire le situazioni di disagio e sviluppare competenze psicologiche che possano accompagnarli nel loro percorso di crescita. Un solo dato resta certo: senza provvedimenti concreti rischiamo di perdere un’intera generazione, e per questo esame non esiste la sessione di recupero a settembre.

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