Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

venerdì 16 Ottobre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Esteri

UE valuta l’uso dei 200 miliardi di euro congelati per sostenere l’Ucraina

L’UE discute l’uso di 200 miliardi di euro di beni russi congelati per aiutare l’Ucraina, con tensioni tra paesi europei.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto all’Unione Europea aiuti concreti durante il vertice di Bruxelles, riaccendendo il dibattito sull’utilizzo dei 200 miliardi di euro di attività russe congelate. La guerra di quattro anni continua a minare la sicurezza europea, e l’emergenza è diventata più palpabile dopo che droni hanno colpito due navi nelle acque romene, costringendo a convocare un incontro d’urgenza della NATO. Zelensky ha utilizzato i social per ribadire che «tutti in Europa vogliamo la fine della guerra», sollecitando pressioni più incisive su Mosca e un supporto difensivo più robusto per Kyiv.

Le discussioni sul bilancio dell’UE già tensionate da divergenze tra paesi più frugali e quelli che chiedono maggiori stanziamenti si sono intrecciate con la preoccupazione per un potenziale deficit di miliardi di euro per l’anno successivo. La percezione di un “crisi di fiducia” è stata alimentata dalle recenti decisioni degli Stati Uniti, che hanno riaperto il mercato al diesel russo, una mossa che, secondo alcuni funzionari europei, potrebbe gonfiare il portafoglio di guerra di Vladimir Putin.

Le posizioni dei governi europei

Un tentativo precedente di trasferire questi fondi a Kyiv è stato fermato dal governo belga per timori legali. Tuttavia, Germania, Svezia e Finlandia hanno spinto per una nuova valutazione. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato che è indispensabile “fare tutto il possibile per sostenere l’Ucraina durante l’inverno e oltre”, sottolineando che aumentare i finanziamenti è “necessario per una reale assistenza a lungo termine”.

Il primo ministro finlandese Petteri Orpo ha definito la situazione un “terribile accordo” di Trump con Putin sul diesel, chiedendo a Washington di considerare gli interessi dell’alleanza NATO. Orpo ha affermato che la strategia americana è guidata da considerazioni elettorali più che dalla difesa dei valori europei. Parallelamente, la ministra svedese per gli affari dell’UE Jessica Rosencrantz ha ribadito che «non fare nulla non è un’opzione», esortando la Commissione a presentare subito proposte concrete per l’utilizzo dei beni congelati a sostegno di Kyiv.

Le prospettive future

Il presidente del Consiglio europeo António Costa ha dichiarato che un accordo è “possibile e necessario”, e ha già programmato un ulteriore incontro a Bruxelles il mese prossimo per sbloccare la rottura tra paesi “frugali” come Germania e Paesi Bassi e quelli che chiedono più risorse, come Italia e Romania. Il risultato di questi negoziati determinerà se l’UE sarà in grado di fornire a Kyiv i fondi e le armi necessari per resistere alle offensive russe. Una proposta americana di trasferire parte dei beni a un’entità controllata dagli USA per usarli come leva nei negoziati di pace è stata accolta con forte critiche da parte dei governi europei, che hanno ribadito che i beni devono rimanere congelati in Europa. La decisione del presidente statunitense Donald Trump di consentire l’importazione di diesel russo ha alimentato il dibattito sulla necessità di “bloccare le risorse finanziarie della Russia”.

Leggi anche