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sabato 17 Ottobre 2026

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Caro-carburanti, proteste in tutta la Puglia e nel Sud Italia bloccano autostrade e porti

Proteste per caro-carburanti scuotono Sud Italia, autostrade e porti bloccati da autotrasportatori e agricoltori.

La protesta per il caro-carburanti, che da domenica infiamma la Puglia, si espande in Campania e nel resto del Sud Italia, coinvolgendo autotrasportatori, agricoltori, sindaci e studenti. I blocchi stradali, che hanno colpito in particolare le autostrade, si estendono anche ai porti, con manifestazioni che coinvolgono diverse regioni e istituzioni. La mobilitazione, che scuote il Mezzogiorno e arriva fino ai palazzi delle istituzioni, ha visto la partecipazione di figure pubbliche e religiose, tra cui l’arcivescovo di Bari e Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano, che ha espresso sostegno agli olivicoltori.

Protesta in movimento: autostrade e porti in sciopero

Sull’A30, la protesta ha iniziato la mattinata con la chiusura alle 9.15 dell’uscita di Nola, riaperta poco più di un’ora dopo, con un chilometro di coda nel tratto tra il bivio con la A16 Napoli-Canosa e Nola in direzione Caserta. Il blocco dell’uscita Nocera-Pagani, in entrambe le direzioni, ha avuto inizio intorno alle 13 e è stato risolto intorno alle 18.30. Disagi sono stati registrati anche sulla Salerno-Reggio Calabria, con code all’uscita di Eboli e chiusura del tratto Battipaglia-Campagna. In mattinata, presidi degli autotrasportatori hanno interessato anche i caselli dell’A1 di Caianello e Caserta sud, con effetti significativi sulla circolazione.

La protesta ha interessato anche i porti, con il blocco del molo Santa Lucia a Palermo, dove i camion non hanno scaricato le navi e i piazzali sono rimasti inutilizzati. In Calabria, la Fedralog ha blindato il porto di Gioia Tauro e ha presidiato la zona vicina all’aeroporto di Lamezia Terme. A Trebisacce, nel Cosentino, gli studenti si sono messi in strada al fianco degli autotrasportatori e degli agricoltori. In Basilicata, Coldiretti ha organizzato una manifestazione a Potenza, con migliaia di agricoltori e cento trattori.

La protesta ha raggiunto il sesto giorno nella Puglia, con cortei a Manfredonia e Cerignola, e la partecipazione dei sindaci di Manfredonia, Monte Sant’Angelo e Mattinata, oltre all’assessore regionale ai Trasporti.

Supporto istituzionale e religioso alla protesta

La protesta ha trovato il sostegno di figure pubbliche e religiose. A Caposele, in provincia di Avellino, l’arcivescovo di Napoli Domenico Battaglia, durante l’omelia al Santuario per il tricentenario di San Gerardo, ha espresso solidarietà agli agricoltori, sottolineando che «non possiamo accettare che un uomo venga trattato come un attrezzo». L’arcivescovo di Bari e Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano, ha pubblicamente sostenuto gli olivicoltori, chiedendo «misure per contenere il peso del carburante e degli altri costi produttivi». La Chiesa si è schierata al fianco della protesta, riconoscendo la gravità della situazione.

Il governo ha risposto con un impegno per trovare soluzioni. La premier Giorgia Meloni ha assicurato che «siamo al lavoro per dare risposte agli autotrasportatori». Il ministro Matteo Salvini, attraverso fonti del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha anticipato la convocazione del tavolo con gli autotrasportatori presso la Prefettura di Milano, originariamente previsto per il 27 ottobre al ministero. Unatras aveva già suggerito di anticipare l’incontro, chiedendo «risposte concrete» contro il caro gasolio. Assotir, invece, ha espresso una posizione più dura, accusando la latitanza delle istituzioni e del governo di alimentare la protesta di chi non ce la fa più.

Il ministro Salvini ha anticipato la convocazione del tavolo con gli autotrasportatori, in vista di un incontro più vicino al momento della protesta.

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