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venerdì 16 Ottobre 2026

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Marattin apre a un riposizionamento a destra. Il Pld cerca un nuovo assetto nel centro

Marattin esplora alleanze a destra. Il Pld cerca un nuovo assetto nel centro.

Luigi Marattin, leader del Partito liberaldemocratico (Pld), ha aperto ufficialmente la possibilità di un riposizionamento a destra, un passo che potrebbe influenzare la mappa politica italiana. Secondo quanto riferito da Marattin a Domani, «ad oggi non ci sono trattative aperte con la destra, qualche battuta, nulla di più». L’idea, però, è stata lanciata dopo che il leader aveva dichiarato in precedenza: «Se son rose, fioriranno», un’espressione che ha suscitato reazioni in diversi ambienti. La decisione di aprire a un’alleanza con il centrodestra segue un periodo di tensioni interne al Pld, dove la leadership ha espresso preoccupazioni per un possibile abbandono del mandato costitutivo che ha unito i membri del partito.

Un’idea che ronzava in testa

Marattin ha spiegato che l’idea di un riposizionamento a destra non è nuova, ma è emersa in modo più chiaro negli ultimi mesi. «La bussola che guiderà la formazione della mia opinione sarà semplice: qual è la scelta che massimizza la probabilità di incidere con le idee liberali e di far crescere la nostra comunità politica nei prossimi anni?», ha scritto ai dirigenti del Pld. L’obiettivo, come ha sottolineato, è sopravvivere come fiammella liberale, non come singolo individuo. Tuttavia, il presidente del Pld, Andrea Marcucci, ha ammonito: «Chi vuole andare a destra, contro il mandato costitutivo che ci ha riunito come comunità, se ne deve prendere la grave responsabilità. Io e tante persone del Pld andremo avanti verso il terzo polo liberaldemocratico».

Un centro diviso e una legge elettorale in gioco

La decisione di aprire a un’alleanza con il centrodestra si colloca in un contesto di divisioni interne al Pld. Da Carlo Calenda e Pina Picierno, due figure recentemente approdate al centro, Marattin si sente escluso. La foto pubblicata dai due a sancire un’intesa tra Azione e Spazio pubblico è stata maldigerita dal leader del Pld. «Al centro non mi sembra ci sia voglia di fare veramente qualcosa di nuovo. La base politica dovrebbe essere il rispetto», ha raccontato Marattin a Domani. La legge elettorale, inoltre, rappresenta un fattore cruciale: il Pld, con l’1,4 per cento, corre il rischio di essere escluso se non si alleano con forze più forti.

Intanto, Meloni si muove per costruire un centrodestra più forte, con l’obiettivo di raggiungere il 42 per cento. Ha stretto un patto elettorale con Sud chiama Nord, prestando due deputati a De Luca per superare l’ostacolo firme. Tuttavia, il rischio di escludere partiti come il Pld, con un punteggio basso, rimane un problema. La legge elettorale, infatti, potrebbe far sfilare davanti al Pld nuove forze, con il rischio di scomparire dal panorama politico. La situazione è complessa, e il Pld cerca una via d’uscita che non comprometta le sue idee liberali.

La candidatura a sindaco di Milano rimane sullo sfondo, ma Meloni, in caso di vittoria, sarebbe pronta a condividere paracaduti. Inoltre, il presidente del Pld ha espresso preoccupazioni per il rischio di divisioni interne, soprattutto dopo che il leader ha aperto ufficialmente la possibilità di un riposizionamento a destra. La decisione di aprire a un’alleanza con il centrodestra segue un periodo di tensioni interne al Pld, dove la leadership ha espresso preoccupazioni per un possibile abbandono del mandato costitutivo che ha unito i membri del partito.

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