Deva Cassel, figlia di Monica Bellucci e Vincent Cassel, ha raccontato l’esperienza di interpretare Anastasia nel film L’amore immortale (in originale Le Fantôme de l’Opéra), diretto da Alexandre Castagnetti e presentato alla Festa del Cinema di Roma. Ambientato a Parigi, il film segue una giovane ballerina che entra a far parte del prestigioso Opéra Garnier e si trova coinvolta in un’opera maledetta, L’Orpheus, composta dal Fantasma dell’Opera. L’attrice ha sottolineato come l’arte sia un atto di resistenza, la libertà di essere e una grande responsabilità. Per lei, il cinema è un modo per far sognare il pubblico e sentirsi meno soli.
Un’esperienza di trasformazione e crescita
Deva Cassel ha descritto il ruolo di Anastasia come un’esperienza veramente interessante, che le ha permesso di esplorare una nuova dimensione espressiva legata alla fisicità della danza. «Anastasia è molto timida, ma quando sale sul palco si riconosce e si apre al mondo», ha spiegato. Per l’attrice, trovare questa fisicità è stato un passo importante sia per il personaggio che per se stessa. «Questo film mi ha aperto delle porte giganti e magiche. So che le capacità che ho acquisito potrò portarle con me nel mondo», ha aggiunto.
La competizione, per Deva Cassel, non è solo esterna, ma soprattutto interna. «La competizione più importante è con se stessi: devi farlo tu per prima, saper ascoltarti e amarti durante un set, dove ci sono tanti mesi di lavoro», ha sottolineato. L’arte, per lei, è una forma di fuga e di condivisione. «Far sognare il pubblico è necessario. L’arte ci fa sentire umani e meno soli», ha concluso.
Il mistero e il soprannaturale nella storia
Il film si sviluppa tra realtà e soprannaturale, con un confine sempre più sottile. «Non so se credo ai fantasmi della letteratura gotica, ma mi piace pensare che esistano entità e forze più grandi di noi, capaci di guidarci», ha detto Deva Cassel. L’incontro con un misterioso pianista, interpretato da Julien de Saint-Jean, ha acceso una passione destinata a confrontarsi con l’inspiegabile. «Ho avuto esperienze quasi paranormali e, quando mi hanno proposto questo progetto, ero molto interessata a come Alexandre volesse mettere in scena questo aspetto», ha raccontato.
Il regista Alexandre Castagnetti ha spiegato che il racconto è costruito attorno allo sguardo di Anastasia, interpretata da Deva. «L’unico punto di vista è quello di Anastasia, interpretata da Deva», ha detto. Una delle sfide maggiori è stata dare vita a un’opera lirica e a un balletto inediti: «L’Orpheus, lo spartito maledetto della storia, non esiste. Abbiamo creato un’opera completamente nuova», ha spiegato. Le riprese all’Opéra Garnier hanno aggiunto autenticità e suggestione al progetto. «È la prima volta che accade. È uno spettacolo straordinario anche per questo», ha commentato Castagnetti. I riferimenti spaziano da Twilight a La Bella e la Bestia, fino a La Forma dell’Acqua, ma anche a Il Cigno Nero e Scarpette Rosse, tra passioni assolute e sacrifici necessari per diventare artisti.
Il film, che arriverà nelle sale italiane il 28 ottobre, è stato definito da Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema, «una ventata di freschezza, un film popolare che siamo felici di portare al pubblico italiano». Tra mistero, musica e passioni destinate a sfidare il tempo, L’amore immortale è un progetto che ha lasciato un segno profondo su chi lo ha visto e su chi lo ha realizzato.



