L’ex presidente congolese Joseph Kabila ha annunciato di guidare una nuova coalizione ribelle, ripetendo una scelta che sembra seguire una traccia familiare. Il 12 ottobre 2026, a Goma, nel Nord Kivu, Kabila ha presentato il Fronte per la rifondazione della nazione, un’alleanza che include i combattenti del Movimento 23 marzo (M23) e il suo braccio politico, l’Alleanza del fiume Congo. L’obiettivo dichiarato è “mettere fine alla tirannia con ogni mezzo necessario, compresa la forza”, ha detto il portavoce Claude Ibalanky, riferendosi al governo del presidente Félix Tshisekedi.
Un legame storico e politico
La decisione di Kabila di tornare a guidare una ribellione non è casuale. Il giornale congolese Beto ha sottolineato come la scelta di Kabila segua una parabola simile a quella del padre, Laurent-Désiré Kabila, che nel 1996 aveva lanciato la ribellione che portò alla caduta della dittatura di Mobutu Sese Seko. Oggi, a trent’anni di distanza, Joseph Kabila riprende il testimone del padre, nella stessa regione del paese, con lo stesso tipo di alleanze e con lo stesso obiettivo di rovesciare un governo considerato tirannico.
La scelta di Kabila sembra ripetere una storia già conosciuta, ma con nuovi protagonisti. La sua decisione di assumere la guida di una nuova formazione ribelle formalizza un legame di cui si parlava ormai da tempo, e dà sostanza alle accuse a lui rivolte dal governo di Kinshasa: un anno fa un tribunale militare l’ha condannato alla pena di morte in contumacia per “tradimento”, a causa dei suoi rapporti con l’M23 e con il Ruanda di Paul Kagame.
Un’alleanza tra potenze esterne
La situazione in Congo è segnata da un’alleanza tra potenze esterne. L’agenzia Reuters ha riferito che lo scontro sulla linea del fronte mostra come Prince, alleato e sostenitore di Donald Trump, abbia ampliato il suo ruolo nell’Rdc per proteggere aree ricche di minerali. Il governo congolese, a sua volta, cerca di restare nelle grazie del presidente statunitense e di garantire l’attuazione di un accordo di pace, mediato l’anno scorso dall’amministrazione Trump, in base al quale Washington fornirebbe supporto nel settore della sicurezza, in cambio di un accesso privilegiato ai siti congolesi.
La regione del Nord Kivu, ricca di risorse minerarie, è al centro di conflitti che coinvolgono gruppi armati e forze esterne. Le forze armate del governo e i loro alleati faticano ad avere la meglio sui gruppi armati che controllano l’area, dove le popolazioni civili vivono nel terrore degli attacchi. Il 17 settembre, una ventina di mercenari stranieri sono rimasti uccisi o feriti in un’imboscata dei ribelli nel Sud Kivu. Tra le vittime, i combattenti della compagnia di sicurezza privata Vectus Global, diretta da Erik Prince, un imprenditore statunitense noto per aver fondato la Blackwater.
- Joseph Kabila torna a guidare una ribellione in Congo.
- La scelta di Kabila segue una traccia familiare, ripetendo la storia del padre.
- Il governo congolese cerca di mantenere relazioni con gli Stati Uniti.
- Le aree ricche di minerali sono controllate da gruppi armati.



