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sabato 17 Ottobre 2026

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Pensionati che non dichiarano redditi rischiano un anno di pensione. Inps avvisa

Pensionati che non dichiarano redditi entro il 2 novembre rischiano una sanzione pari a un anno di pensione. Inps invia avviso.

Entro il 2 novembre, alcuni pensionati devono dichiarare all’Inps i redditi da lavoro autonomo, altrimenti rischiano una sanzione pari a un anno di pensione. L’obbligo riguarda chi percepisce pensioni o assegni di invalidità e ha redditi da lavoro autonomo, come il lavoro sportivo o l’attività di magistrato onorario. L’Inps ha inviato un messaggio per ricordare l’importanza di questa scadenza, che non va sottovalutata per le conseguenze economiche che può comportare.

Chi deve dichiarare i redditi entro il 2 novembre

La comunicazione è obbligatoria per i pensionati che percepiscono trattamenti come l’Assegno ordinario di invalidità, le pensioni di inabilità o i trattamenti di inabilità per dipendenti pubblici. L’obbligo si applica a chi ha redditi da lavoro autonomo nel 2025, ma non a tutti. Sono esclusi i pensionati con redditi inferiori a 7.844,20 euro o con un’anzianità contributiva superiore a 40 anni. Inoltre, per alcuni soggetti del comparto difesa e sicurezza, il divieto di cumulo non opera sui trattamenti privilegiati.

La mancata dichiarazione può comportare una sanzione pari a un anno di pensione.

Le conseguenze del non dichiarare i redditi

Chi non rispetta l’obbligo di dichiarazione rischia una sanzione pari all’intera annualità della pensione percepita nel 2025. Per esempio, una pensione di 1.000 euro mensili, percepita per 13 mesi, potrebbe comportare una sanzione di 13.000 euro. La sanzione si applica a chiunque non abbia presentato la dichiarazione, indipendentemente dall’importo dei redditi da lavoro autonomo. Per i pensionati con redditi superiori a 7.844,20 euro, si applicano riduzioni sull’assegno. Per l’Assegno ordinario di invalidità, la riduzione scatta quando il reddito annuo da lavoro supera 31.376,80 euro, con una decurtazione del 25% dell’assegno. Al di sopra di 39.221 euro, la riduzione sale al 50%. Inoltre, per i redditi che superano il trattamento minimo, si applica una trattenuta del 30% della quota eccedente, nel limite del 30% del reddito autonomo.

Una trattenuta analoga si applica anche agli ex dipendenti pubblici titolari dei trattamenti di inabilità richiamati dal messaggio, salvo le eccezioni previste: anche per questi il lavoro autonomo comporta una trattenuta del 30% della quota di pensione che eccede il trattamento minimo, sempre nel limite del 30% del reddito autonomo. Per i pensionati che percepiscono la pensione di inabilità previdenziale per assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa, il lavoro autonomo o dipendente è incompatibile con la prestazione e comporta la revoca, con eventuale riconoscimento dell’Aoi se ne ricorrono i requisiti.

Per evitare sanzioni, i pensionati obbligati devono compilare il modello Red, la dichiarazione della situazione reddituale. L’accesso al servizio è possibile attraverso il sito dell’Inps, utilizzando l’identità digitale. Basta cercare “La dichiarazione della situazione reddituale (Red)” e aprire il servizio “Red Precompilato”. Si seleziona la campagna Red 2026, anno reddito richiesto 2025, e si completa la dichiarazione. In alternativa, si può rivolgersi a un patronato per assistenza nella procedura. È importante sottolineare che la presentazione del modello 730 o del modello Redditi non esonera dall’obbligo di dichiarazione all’Inps. I redditi da lavoro autonomo devono essere dichiarati anche ai fini previdenziali, indicando i periodi di svolgimento dell’attività e i relativi importi.

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