Il punto nascita dell’ospedale di Melfi è al centro di un dibattito acceso tra cittadini, politici e sindacati. Dopo la delibera regionale 603 del 9 ottobre 2026, che ha demandato la decisione sulla chiusura del reparto al Comitato LEA del Ministero della Salute, sono state raccolte circa 2.000 firme da parte di cittadini preoccupati per il futuro del servizio. La minoranza politica, composta da consiglieri del Partito Democratico e altre forze di opposizione, ha lanciato un attacco frontale all’amministrazione comunale, accusando il sindaco Giuseppe Maglione di aver evitato il confronto pubblico per oltre un anno, nonostante le richieste di un consiglio aperto e la petizione popolare.
Disparità di trattamento e carenza di personale
Secondo i consiglieri Vincenzo Bufano, Angela Di Lalla e Luigi Simonetti, il punto nascita di Melfi sarebbe stato isolato e penalizzato rispetto a strutture simili come quelle di Policoro e Lagonegro, dove è previsto un piano di potenziamento strutturale. La carenza di personale e la gestione inefficiente, che si basa su figure facenti funzione senza un concorso pubblico per la dirigenza medica, hanno reso il reparto sempre più fragile. Il bacino d’utenza del comprensorio del Vulture Melfese Alto Bradano è stimato in circa 100mila abitanti, un numero che rende la chiusura del punto nascita un problema di salute pubblica di rilevanza regionale.
La delibera regionale prevede la chiusura del reparto a partire dal 30 giugno 2027, in base ai parametri nazionali che richiedono un minimo di 500 parti all’anno. I consiglieri del Pd e le minoranze politiche hanno chiesto la convocazione immediata del consiglio comunale, alla presenza dei vertici della sanità regionale e aziendale. In caso di mancata risposta, si annunciano forme di mobilitazione civile, con l’ausilio di sindacati, associazioni e comitati civici, per difendere il diritto alla salute del territorio.
Un cortocircuito gestionale che rischia di lasciare sguarnito un bacino d’utenza
Da anni, denunciano Bufano, Di Lalla e Simonetti, il reparto si regge sul lavoro di figure facenti funzione, senza che sia mai stato bandito un concorso pubblico per la dirigenza medica. Un cortocircuito gestionale che rischia di lasciare sguarnito un bacino d’utenza fondamentale, stimato in circa 100mila abitanti in tutto il comprensorio del Vulture Melfese Alto Bradano. La minoranza chiede ora la convocazione immediata e senza ulteriori rinvii della massima assise cittadina, alla presenza dei vertici della sanità regionale e aziendale.
La mobilitazione, se dovesse prendere forma, potrebbe coinvolgere non solo i cittadini, ma anche le istituzioni locali e regionali, con l’obiettivo di trovare soluzioni alternative per garantire la continuità del servizio sanitario. La questione del punto nascita di Melfi rappresenta un caso emblematico di disfunzione gestionale e di mancanza di risposte concrete da parte delle autorità competenti. La situazione ha acceso un dibattito politico e sociale intenso, con accuse di disinteresse e mancanza di trasparenza da parte dell’amministrazione comunale. I cittadini, attraverso le firme raccolte, stanno cercando di far sentire la voce del territorio, chiedendo un intervento urgente per salvaguardare un servizio essenziale per migliaia di persone. La questione del punto nascita di Melfi non è solo un problema locale, ma un tema che coinvolge la sanità pubblica e la gestione delle risorse regionali.
- Chiusura del punto nascita a Melfi prevista a giugno 2027
- 2.000 firme raccolte da cittadini preoccupati
- Accuse di disinteresse e mancanza di trasparenza da parte dell’amministrazione
- Richiesta di convocazione del consiglio comunale e intervento urgente
La mobilitazione, se dovesse prendere forma, potrebbe coinvolgere non solo i cittadini, ma anche le istituzioni locali e regionali, con l’obiettivo di trovare soluzioni alternative per garantire la continuità del servizio sanitario. La questione del punto nascita di Melfi rappresenta un caso emblematico di disfunzione gestionale e di mancanza di risposte concrete da parte delle autorità competenti.



