Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato un ordine esecutivo per sospendere il Graham Act, un ampio pacchetto di sanzioni anti-Russia che era destinato a entrare in vigore. La decisione, giustificata come «decisione nell’interesse nazionale», ha suscitato reazioni contrastanti da parte di diversi attori internazionali. Il provvedimento, che prende il nome dal defunto senatore della Carolina del Sud Lindsey Graham, aveva l’obiettivo di bloccare il flusso di risorse finanziarie che alimentano la guerra contro l’Ucraina. La sospensione è arrivata appena due giorni prima della scadenza fissata per l’attuazione della legge.
sanzioni anti-Russia e guerra in Ucraina
Il Graham Act prevedeva sanzioni contro funzionari russi, banche e la flotta fantasma di petroliere che garantisce il trasporto di energia a Mosca. Inoltre, il provvedimento includeva l’imposizione di dazi fino al 100 per cento sui cinque maggiori importatori di petrolio o gas naturale russo, con un’eccezione per i paesi che importano meno del 15 per cento delle esportazioni di gas naturale della Russia e che hanno adottato misure significative per ridurre tali importazioni. La legge, accolta positivamente anche dai democratici, ha ottenuto un consenso bipartisan, con il senatore Richard Blumenthal, democratico del Connecticut, che ha contribuito alla redazione del disegno di legge.
La decisione di Trump, però, ha suscitato critiche da parte di alcuni esponenti democratici, tra cui Blumenthal, che ha commentato: «Queste deroghe non hanno nulla a che fare con la nostra sicurezza nazionale, ma tutto a che fare con l’adulazione di Vladimir Putin». Al contrario, il consigliere del Cremlino per la cooperazione economica internazionale, Kirill Dmitriev, ha definito la sospensione «un momento importante e davvero storico».
Reazioni internazionali e impatto sull’Ucraina
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha espresso preoccupazione per la decisione di Trump, affermando che «incoraggia soltanto Putin a continuare gli attacchi». Mosca, infatti, sta cercando di provocare un blackout in Ucraina alla vigilia dell’inverno, lasciando milioni di persone senza elettricità e riscaldamento, come ha denunciato Zelensky su X. L’attacco russo al settore energetico ucraino è stato definito «uno dei più vasti» mai registrati. La sospensione del Graham Act arriva dopo le dichiarazioni di Trump sulla decisione di acquistare gasolio dalla Russia per abbassare i prezzi globali dell’energia. Questa mossa ha suscitato critiche, in quanto potrebbe influire negativamente sull’Ucraina, che dipende fortemente dall’approvvigionamento energetico esterno. La decisione di Trump, quindi, ha messo in evidenza una tensione tra le politiche economiche e la strategia di contenimento della guerra in Ucraina.
La sospensione del Graham Act rappresenta un ulteriore passo nella complessa relazione tra Washington e Mosca, con implicazioni dirette sull’Ucraina e sulle relazioni internazionali. Mentre la Russia continua a intensificare i suoi attacchi, gli Stati Uniti si trovano a dover bilanciare interessi economici e sicurezza nazionale in un contesto di crescente instabilità. La decisione di Trump, per quanto giustificata come nell’interesse nazionale, ha suscitato dibattiti e reazioni contrastanti a livello internazionale.



