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sabato 17 Ottobre 2026

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Cronaca

Una vedova romana bloccata da un errore catastale: 20mila euro per correggerlo

Una vedova romana bloccata da un errore catastale: 20mila euro per correggerlo

Una vedova romana di 76 anni, che ha vissuto per 50 anni in una casa a Roma, si trova bloccata nella vendita dell’immobile a causa di un errore catastale. Tre cifre sbagliate nel registro immobiliare hanno reso impossibile la procedura di regolarizzazione necessaria per concludere la compravendita. La famiglia, composta dalla vedova e dai due figli, ha scoperto l’errore dopo 25 anni, quando la donna ha deciso di mettere in vendita l’appartamento ereditato dal marito. Il problema, però, non è solo un dettaglio tecnico: richiede un intervento giudiziario e potrebbe costare oltre 20mila euro.

Un errore che ha bloccato la vendita

La particella catastale indicata nell’atto di divisione ereditaria del 2001 era errata: 725 anziché 858. L’errore, pur apparentemente banale, ha reso impossibile la procedura di correzione necessaria per procedere alla vendita. La vedova e i figli, che avevano già raggiunto un accordo in Tribunale per la divisione dell’eredità, si sono rivolti al Tribunale di Roma per chiedere la correzione del dato. Tuttavia, la richiesta è stata respinta, con l’argomentazione che la conciliazione giudiziaria non potesse essere equiparata a una sentenza ai fini della correzione dell’errore materiale.

Un costo elevato per un errore materiale

La famiglia, costretta a ripetere un accordo già raggiunto, rischia di affrontare un percorso notarile costoso e complesso. Secondo la ricostruzione fornita, la nuova procedura potrebbe richiedere ulteriori adempimenti, comprese eventuali autorizzazioni giudiziarie qualora siano coinvolti diritti di minori. Il costo complessivo prospettato alla famiglia supera i 20mila euro, tra spese notarili e altri adempimenti necessari. Per gli interessati, l’errore non riguarda la volontà degli eredi né la sostanza dell’accordo originario, ma soltanto l’identificazione catastale dell’immobile. La famiglia ha deciso di non fermarsi e si è affidata agli avvocati Alessandro Romano e Giacinto Canzona, intenzionati a portare la vicenda davanti alla Corte d’Appello di Roma. Il punto centrale della contestazione riguarda la natura dell’accordo del 2001. Secondo la tesi difensiva, pur avendo origine negoziale, la divisione ereditaria sarebbe stata omologata dal Tribunale. Una circostanza che, per i legali, giustificherebbe l’intervento del giudice per correggere un errore puramente materiale.

Nel frattempo, la vedova resta alle prese con un problema che non avrebbe mai immaginato: una casa ricevuta in eredità, un numero sbagliato 25 anni fa e una vendita che non riesce a concludere. La vicenda, pur apparentemente banale, ha messo in evidenza i rischi di errori tecnici nell’atto giudiziario e la complessità delle procedure per la correzione di dati catastali. La famiglia, però, non si arrende e cerca una soluzione legale per risolvere il problema.

  • Errore catastale: 725 anziché 858
  • Costo per la correzione: oltre 20mila euro
  • Procedura in corso: ricorso in Appello

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