Il Mercato delle erbe di Ancona, progettato come un punto di riferimento per l’enogastronomia locale, si trova in una situazione di forte crisi. Alle 15 del pomeriggio, il mercato è quasi deserto, con i commercianti che lamentano un calo del fatturato del 70%. L’ambizione di trasformare il luogo in un “Covent Garden dorico” sembra essere rimasta solo un’idea, mentre i problemi di accesso e di gestione continuano a inficiare la quotidianità dei venditori. Molti di loro, come Lina Maraschio, che gestisce un banco di frutta e verdura, parlano di disagi e di un ambiente non ancora pronto per accogliere i clienti.
Un progetto in sospeso e un cantiere in continuazione
Il progetto di riqualificazione Pnrr, finanziato con 5,8 milioni di euro, non è ancora concluso. Gli operai sono ancora impegnati nella sistemazione del primo piano del mercato, che doveva diventare il “salotto buono” dell’enogastronomia anconetana. Tuttavia, per i commercianti, la situazione è tutt’altro che ideale. «Siamo stati annientati, come a battaglia navale, dopo tre anni di disagi trascorsi dentro un cantiere», dice Maraschio, che ha visto la sua vetrina coperta dalle nuove pescherie. Il problema, effettivamente, esiste, e i commercianti si trovano a dover affrontare un’organizzazione del mercato che non risponde alle loro aspettative.
La mancanza di climatizzazione e riscaldamento ha reso il mercato poco attraente, soprattutto durante l’estate. «Quest’estate abbiamo sofferto parecchio il caldo», racconta R. M., un altro fruttivendolo. L’inverno, invece, potrebbe non essere migliore, con l’incertezza su come gestire le temperature estreme. Inoltre, la posizione dei secchi della spazzatura, vicini all’ingresso, ha reso il mercato meno accogliente. «Sono loro il nostro biglietto da visita», commenta Maraschio, sottolineando come alcuni dettagli possano influenzare l’immagine del luogo.
Disagio per i clienti e mancanza di visibilità
Nonostante i tentativi di migliorare l’aspetto del mercato, i commercianti segnalano una mancanza di luce e di visibilità. «Forse manca un po’ di luce», dice Bartolini, che ha visto come la piazza delle Erbe abbia perso parte della sua identità. La visuale è oscurata dai due grossi box in metallo e vetro dove sono ospitate le pescherie, rendendo difficile trovare i negozi nascosti dietro. «Per trovare i negozi nascosti lì dietro bisogna usare Google Maps», scherza R. M., evidenziando come la struttura attuale non faciliti l’accesso ai prodotti.
Le interlocuzioni con l’amministrazione proseguono da settimane senza risultati concreti. Molti commercianti, come Bartolini, lamentano che non si hanno notizie su progetti o prospettive temporali. «Adesso si inizia a vedere un’altra anima del mercato, è tutt’altra musica rispetto ai mesi trascorsi dentro il cantiere», dice, cercando di trovare un po’ di speranza in un contesto di incertezza. Per ora, però, il Mercato delle erbe di Ancona rimane un luogo in costruzione, con un futuro ancora da definire.



