La COP17 di Yerevan e la revisione globale
Dalla 19 all’30 ottobre 2026, a Yerevan in Armenia, si svolgerà la COP17 della Convenzione ONU sulla diversità biologica, l’evento che dovrà fare i conti con la situazione attuale della conservazione della biodiversità. La riunione segna la prima revisione globale dei progressi collettivi nell’attuazione del Quadro di Kunming-Montreal, adottato nel 2022 con 23 obiettivi per arrestare e invertire la perdita di biodiversità entro il 2030. I Paesi hanno intrapreso azioni su tutti i 23 obiettivi, ma il livello di impegno è ancora lontano dal raggiungere gli obiettivi globali. Il confronto decisivo sarà su come accelerare l’attuazione e garantire risorse adeguate, sulla qualità della protezione e sulla destinazione dei benefici economici dell’uso delle risorse genetiche. La mancanza di finanziamenti e la scarsa attuazione sono i principali ostacoli.
Finanziamenti e sfide per la conservazione
Il divario globale di finanziamento per la biodiversità è stato stimato in 700 miliardi di dollari all’anno. Il Target 19 prova a colmarne una parte, mobilitando almeno 200 miliardi l’anno entro il 2030. Di questi, i flussi internazionali dai Paesi sviluppati e da altri contributori volontari verso i Paesi in via di sviluppo dovrebbero raggiungere almeno 30 miliardi annui nel 2030, dopo un traguardo intermedio di 20 miliardi nel 2025. Bisognerebbe anche trovare una soluzione per il fiume di denaro che si muove nella direzione sbagliata. Il rapporto UNEP State of Finance for Nature 2026 stima 2.400 miliardi di dollari erogati ogni anno in sussidi pubblici dannosi per l’ambiente, contro 220 miliardi di finanziamenti per soluzioni basate sulla natura. Per questo il Target 18 chiede di ridurre gli incentivi dannosi di almeno 500 miliardi l’anno entro il 2030.
La mancanza di trasparenza e di accesso ai fondi ostacola l’efficacia. La COP17 dovrà affrontare le richieste dei Paesi latinoamericani e caraibici, India e Indonesia, che chiedono risorse adeguate e prevedibili dai Paesi sviluppati, accesso più semplice ai fondi e condizioni agevolate. La parola chiave è prevedibili. Un’amministrazione che lavora sulla conservazione deve poter mantenere personale e competenze tra un finanziamento e il successivo.
Il valore dei genomi e il Cali Fund
Esiste un valore della biodiversità che è molto difficile vedere o anche solo immaginare: l’informazione contenuta nei genomi. Le sequenze genetiche alimentano la ricerca su farmaci, varietà agricole e processi industriali. Il Cali Fund, istituito da una decisione della COP16 e lanciato durante la sessione di Roma nel 2025, dovrebbe raccogliere contributi dalle grandi imprese che traggono benefici commerciali dall’informazione digitale sulle sequenze genetiche in settori come farmaceutica, cosmetica e biotecnologie. Almeno metà delle risorse è destinata ai bisogni indicati dai popoli indigeni e dalle comunità locali. Il fondo ha ricevuto contributi per appena 6.000 dollari, e la fiducia in chi gestisce il denaro è un fattore cruciale per il successo.
Partecipazione delle comunità e governance
Il coinvolgimento delle comunità e il rispetto dei loro diritti sono spesso la condizione perché una gestione efficace duri nel tempo. Conservare la biodiversità richiede che i ministeri delle finanze, dell’agricoltura e delle infrastrutture assumano responsabilità verificabili, e che le comunità possano partecipare alle decisioni che le riguardano. In parallelo alla COP17 si riuniranno per la sesta volta le Parti del Protocollo di Nagoya, che regola l’accesso alle risorse genetiche fisiche e la condivisione equa dei benefici. La governance e la trasparenza sono temi chiave per la fiducia e l’efficacia del sistema.
La partecipazione delle comunità è essenziale per la sostenibilità. La COP17 dovrà affrontare le sfide legate alla gestione delle risorse genetiche e alla condivisione dei benefici, nonché alla protezione degli ecosistemi. La revisione globale dovrà anche valutare l’efficacia delle politiche e la qualità dei risultati ecologici. La mancanza di dati e di piani dettagliati per la protezione degli ecosistemi rappresenta un ostacolo significativo. La conservazione della biodiversità richiede un impegno concreto e una gestione responsabile, che coinvolga governi, aziende e comunità locali. La COP17 di Yerevan rappresenta un’occasione per rivedere e migliorare il quadro di azione globale per la biodiversità.



