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venerdì 16 Ottobre 2026

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Emanuele, 31 anni, vive a quota 800 nel bosco e si autoalimenta: la sua storia di autosufficienza

Un 31enne vive in isolamento a quota 800 nel bosco, autoproduce cibo e energia, e non ha bollette né vicini di casa.

Emanuele, 31 anni, vive in una dimora isolata a quota 800 nel bosco, senza bollette né vicini di casa. La sua vita è basata sull’autosufficienza: produce cibo, energia e risparmia costi. La sua storia inizia da una passione per l’agricoltura biologica e un sogno di vivere in maniera indipendente. Dopo anni di lavoro e sacrifici, ha trovato un terreno adatto alle sue esigenze, sull’Appennino Centrale, e ha trasformato il luogo in una casa sostenibile.

Un sogno iniziato in montagna

Dopo un periodo difficile, Emanuele ha scelto di vivere in montagna, dove ha trovato la pace e la libertà che cercava. Il suo viaggio ha iniziato con esperienze di volontariato in USA e in Europa, dove ha scoperto l’importanza di un stile di vita ‘off-grid’. A 22 anni, ha iniziato a risparmiare soldi, lavorando come ‘tuttofare’ in un negozio biologico e poi come casaro. Nel 2019, ha trovato un terreno isolato a quota 800, privo di inquinamento e con sorgenti d’acqua, e ha iniziato a realizzare il suo progetto di autosufficienza energetica ed alimentare.

La strada, soprattutto all’inizio, è stata in salita

Per realizzare il suo sogno, Emanuele ha dovuto sacrificare molto. Ha lavorato per diversi anni, mettendo via fino all’ultimo centesimo, ma ne è valsa la pena. Oggi, con la sua casetta e il suo piccolo orto, è felice e autosufficiente. Il terreno, acquistato dopo 5 anni di lavoro, è un posto isolato, nel bosco, privo di vicini nel raggio di oltre un chilometro.

Una casa sostenibile e un orto naturale

Oggi, Emanuele vive in una ‘tiny house’ con acqua corrente allacciata alla sorgente, elettricità grazie ai pannelli fotovoltaici, una stufa a legna alimentata con la legna del bosco e uno scaldabagno a gas che, in futuro, vorrebbe alimentare con energia solare. Ha anche un capanno degli attrezzi, un recinto elettrificato per proteggere i frutteti e gli orti dai selvatici. L’orto, una striscia di terra lunga 10 metri vicino ai meli, produce verdure da maggio ad ottobre, ma in inverno Emanuele deve ancora fare la spesa.

Per mantenere la sostenibilità, Emanuele utilizza solo prodotti naturali, come il sapone di Marsiglia puro, l’aceto e il bicarbonato per la pulizia. Non usa sostanze chimiche, né per la casa né per l’igiene personale. La fossa settica a dispersione lo porta a evitare l’inquinamento delle falde e del terreno. Inoltre, acquista tante cose in barattoli di vetro o cassette per ridurre la plastica monouso. Questo significa rinunciare alla maggior parte dei prodotti da supermercato.

La sua vita è un esempio di autosufficienza

Nonostante i successi raggiunti, Emanuele ha ancora diversi progetti da realizzare. Vorrebbe allevare galline ovaiole e pecore, ma vuole procedere con cautela, senza iniziare troppi progetti contemporaneamente. Per ora, ha una cagnolona di 10 anni, Stella, che lo accompagna nel bosco. Dedica circa una decina di giornate al mese alla sua casa e ai terreni, qualche giorno al riposo e al tempo libero, e circa 15 giorni a un lavoro part-time per un’associazione che si occupa della conservazione dell’orso bruno marsicano. Guadagna poco, ma i soldi che ha bastano, grazie al basso costo di vita. Emanuele è molto contento della sua vita, e lo sono anche i suoi parenti e amici, che hanno capito quanto questa scelta lo renda felice. La sua storia è un esempio di come un sogno, con sacrifici e lavoro, possa diventare realtà.

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