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venerdì 16 Ottobre 2026

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Ambiente

Hotel di cemento nel cuore del Parco dello Stelvio: ambientalisti chiedono di fermare la costruzione

Un hotel da 15mila metri cubi potrebbe essere costruito nel cuore del Parco dello Stelvio, ma ambientalisti presentano ricorso al Tar per fermare il progetto.

Nel cuore del Parco dello Stelvio, in Alto Adige, si sta dibattendo su un progetto di costruzione che potrebbe trasformare un’area naturale in un’opera di cemento. Un hotel da 15mila metri cubi, con 120-140 letti e 70 stanze, è stato approvato dal comune di Martello, ma un gruppo di associazioni ambientaliste ha presentato un ricorso al Tar per fermare la realizzazione. L’area in questione, situata nella zona rossa per pericolo di valanghe, è considerata inadatta all’edilizia, ma le associazioni sostengono che la costruzione metta a rischio un patrimonio naturale e un turismo sostenibile.

Un progetto in contrasto con la montagna

La costruzione dell’hotel, che include anche una diga anti-valanghe lunga 150 metri, ha suscitato polemiche tra chi sostiene lo sviluppo turistico e chi teme l’impatto ambientale. Le associazioni, tra cui Mountain Wilderness Italia e il CAI Alto Adige, sostengono che l’opera non rispetti le normative e metta a rischio la conservazione del territorio. “La Val Martello promuove l’immagine di un luogo incontaminato, ma un grande albergo ne mette a rischio il patrimonio”, hanno dichiarato. La questione non è solo se l’albergo si possa costruire, ma se sia opportuno farlo.

La diga anti-valanghe è vista come opera accessoria all’hotel. Le associazioni sostengono che la diga, pur essendo progettata per proteggere l’area, sia in realtà un elemento accessorio alla costruzione dell’albergo. Questo, secondo loro, rende il progetto illegittimo, in quanto non rispetta le normative sulla costruzione in zone a rischio di valanghe. Il comune di Martello, però, ha spiegato che la diga è prevista nel piano urbanistico del 2000 e che la costruzione è stata approvata all’unanimità.

Un modello economico in discussione

Il dibattito sull’hotel di Martello si inserisce in un più ampio contesto di tensioni tra sviluppo e conservazione in Alto Adige. La provincia, nota per la sua attenzione al territorio, sta vivendo una crescita del turismo che ha portato a un aumento dei posti letto, con numeri che superano i 240mila. Tuttavia, il modello economico basato sul turismo di lusso ha suscitato critiche per i suoi impatti ambientali e per la pressione sull’ambiente. In alcuni comuni, il tasso di occupazione dei letti destinati ai turisti è alto, con conseguenze per la qualità della vita dei residenti.

Le associazioni chiedono un turismo di piccola scala. Le associazioni ambientaliste sottolineano che il Parco dello Stelvio, uno dei più importanti d’Europa, non può permettersi nuove costruzioni che ne alterino l’equilibrio. “Non siamo contrari allo sviluppo, ma deve essere di piccola scala e nel rispetto del territorio”, hanno precisato. Il sindaco di Martello, Georg Altstatter, ha spiegato che la costruzione è prevista nel piano urbanistico del 2000 e che il comune ha votato all’unanimità il via libera al progetto. Tuttavia, le polemiche continuano, con il rischio di un confronto giuridico che potrebbe decidere il destino del progetto.

La costruzione dell’hotel di Martello non è l’unica discussione in corso in Alto Adige. Altri progetti, come il maxi hotel di Bressanone o l’ampliamento di hotel a 5 stelle a Riscone, hanno suscitato critiche per l’impatto sull’ambiente. La questione del cemento e degli alberghi divide la regione, che ha fatto della cura del territorio una delle sue bandiere. Mentre alcuni sostengono che il turismo è necessario per la sopravvivenza economica, altri temono che l’espansione possa danneggiare la montagna che attira i visitatori.

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