Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

domenica 18 Ottobre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Cronaca

L’incendio sul Col dell’Agnello resiste: 400 voli e fumo persistente

Incendio boschivo sul Col dell’Agnello resiste nonostante interventi. 400 voli e fumo persistente.

L’incendio boschivo sul Col dell’Agnello, che si trova a 2406 metri di altezza e sovrasta la Val Marzon, resiste nonostante i continui interventi. Dopo mesi di lavoro, l’incendio ha ripreso vigore nei giorni scorsi, con fiammate alte che illuminano la notte e fumo che si diffonde nel fondovalle. L’evento, che ha visto più di 400 voli di elicotteri e Canadair, è ancora attivo e non mostra segni di estinguersi. La situazione, monitorata da volontari della Protezione civile di Auronzo e dal direttore delle operazioni spegnimento dei servizi forestali di Belluno, rimane in bilico tra controllo e rischio.

Un incendio che non si estingue mai

L’incendio, che ha visto un’intensità iniziale durante l’estate, ha ripreso a propagarsi di recente. I volontari hanno seguito la situazione con attenzione, ma non hanno ricevuto segnali d’allarme. La ripresa è avvenuta improvvisamente, con fiamme che si alzano dagli alberi e dagli arbusti, in gran parte pini mughi e pini neri. La zona, impervia e difficile da raggiungere, ha reso complessa l’operazione di spegnimento. I volontari, impegnati sul posto, hanno utilizzato acqua proveniente da una vasca predisposta a Argentiera, mentre gli elicotteri hanno caricato acqua da diversi punti, tra cui il lago di Santa Croce.

La ripresa dell’incendio è dovuta a tizzoni sotterranei che non si sono estinti.

La ripresa dell’incendio è attribuita a tizzoni formati da apparati radicali sotterranei, insinuati nelle fessure delle rocce e difficilmente raggiungibili. Questi tizzoni, nonostante i getti d’acqua superficiali, continuano a alimentare i focolai. Il capo della protezione civile auronzana, Adriano Zanella, ha sottolineato che solo una totale bonifica con personale sul posto potrebbe scongiurare una ripresa. Tuttavia, l’area impervia e pericolosa rende impossibile un intervento completo. La siccità, che persiste anche in questo scorcio di autunno, non ha aiutato a mitigare la situazione.

Le sfide dell’estinzione

La siccità, che ha reso la zona particolarmente secca, ha complicato ulteriormente l’operazione di spegnimento. Gli operatori, impegnati sul posto, hanno utilizzato acqua proveniente da una vasca predisposta a Argentiera, mentre gli elicotteri hanno caricato acqua da diversi punti, tra cui il lago di Santa Croce. I volontari della sezione antincendio boschivo della Protezione civile di Auronzo, insieme al direttore delle operazioni spegnimento dei servizi forestali di Belluno, hanno seguito la situazione con attenzione, ma non hanno ricevuto segnali d’allarme.

La situazione rimane in bilico tra controllo e rischio.

Oggi è previsto un ulteriore intervento, con l’obiettivo di mettere la parola fine all’incendio. Gli operatori sperano che la situazione si normalizzi, anche se il rischio di ulteriori focolai rimane. L’incendio, che ha visto un inizio improvviso il 8 agosto a causa di un fulmine durante un forte temporale, continua a rappresentare un problema per la comunità locale e per i volontari impegnati nella sua gestione. La zona, conosciuta per le sue bellezze naturali, è ora segnata da un’attività che non si è ancora conclusa. L’incendio, che ha visto un’intensità iniziale e una ripresa improvvisa, rimane un tema di preoccupazione per gli operatori e per i residenti. La siccità, l’accesso difficile e la natura dei tizzoni hanno reso complessa la gestione dell’evento. La Protezione civile, con il supporto degli elicotteri e dei volontari, continua a monitorare la situazione, sperando in una soluzione definitiva.

Leggi anche